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BOLZANO. Spagnolli torna alla prova del voto. Il consiglio comunale discuterà oggi le due mozioni di sfiducia contro sindaco e giunta presentate dalla Lega e dal M5S. Servono 23 voti e sulla carta non ci sono. Le opposizioni contano solo su 21 consiglieri, ammesso che oggi alle ore 18 si presentino tutti in consiglio comunale, ma dai banchi delle opposizioni lanciano appelli agli scontenti della maggioranza. «Unitevi a noi per mandare a casa questa giunta. Ci bastano due franchi tiratori», è l’esortazione del capogruppo della Lega Carlo Vettori, «Pochi giorni fa Elena Artioli, a nome della Lista civica per Spagnolli, esortava a staccare la spina. Bene, siano conseguenti e lo facciano votando insieme a noi». Gli appelli non sono solo pubblici. I consiglieri di maggioranza considerati «pericolanti» sono stati contattati, per conoscerne le intenzioni. Il sindaco Spagnolli ha convocato la maggioranza questo pomeriggio due ore prima del consiglio comunale per «comunicazioni». Ammesso che la sfiducia non passi e che Spagnolli non si dimetta, da domani il sindaco dovrà prendere in mano la questione delle deleghe di giunta e della maggioranza.
I consiglieri dei Verdi Tobias Planer e Marialaura Lorenzini hanno inviato una lettera a consiglieri e segreterie di Svp e Pd. Una lettera severa, il cui senso è: «Noi vi appoggiamo, iniziamo a lavorare, o torniamo al voto». Il testo si può anche interpretare così: non lascerete a noi il cerino in mano, quando salterà tutto. Nella loro lettera i Verdi esordiscono così: «Abbiamo segnalato la disponibilità a sostenere la giunta su base programmatica, ma vediamo che si attende ancora ad assumere la guida e il governo della città». E ancora: «Sta venendo alla luce che i problemi veri sono tutti in seno ai partiti più grandi della coalizione. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a permettere a questo Sindaco, eletto dal 57% degli elettori e delle elettrici, di governare. Non abbiamo chiesto nulla in termini di “poltrone”, le nostre uniche condizioni erano: che ci si attenesse al voto democratico del consiglio sul progetto “Benko” e che ci si attenesse allo Statuto del Comune, mantenendo il numero attuale di assessori». E proseguono «Leggiamo delle astruse richieste verso di noi, sempre più inadempibili. Ci avete chiesto l'appoggio, ve l'abbiamo dato - e ora dite che non vi basta? Tutto questo deve finire». E concludono con l’invito a iniziare il lavoro in Comune, oppure prendersi la reponsabilità di «permettere un ricambio».
La giunta. Sull’allargamento della giunta Spagnolli rassicura il Pd: «Era nei patti e si farà».
Il Pd. La segretaria del Pd Liliana Di Fede ieri ha ribadito «Il Pd non accetta veti, Bolzano non può restare bloccata. Non è pensabile essere rappresentati in giunta con un solo assessore. Il Pd non può accettare mortificazioni sulle deleghe. E non possiamo rimandare alle calende greche interventi essenziali in programma da tempo». Così infine Di Fede ai Verdi: «A tutti gli alleati, Verdi inclusi, proponiamo un patto per la governabilità. A condizione che sia un patto sulle cose da fare e non un patto di paralisi. A patti sulle cose da non fare, non siamo interessati». Conto alla rovescia per la rottura? (fr.g.)
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