BOLZANO. Giunta «corta» con sette componenti blindata per legge. Ma la proposta del sindaco Luigi Spagnolli non piace alla maggioranza. Il consiglio comunale voterà domani le modifiche allo Statuto. Oggi è prevista una seduta di maggioranza e i dubbi torneranno a galla. «Non siamo convinti, non crediamo che sia necessario essere così rigidi nello statuto, in futuro potremmo trovarci in difficoltà», anticipa la capogruppo del Pd Franca Berti. Claudio Della Ratta (Psi) offre la sua versione: «Un segno di debolezza nei confronti della Svp». Guido Margheri (Sel) traduce: «Nella giunta a 7 la Svp ha due assessori, nella giunta a 8 ha sempre due assessori...».

I Comuni devono adattare gli statuti alla nuova normativa regionale sugli enti locali: componenti della giunta, gettoni di presenza per le commissioni, indennità del presidente del consiglio comunale e referendum sono i temi più importanti. La riduzione da 50 a 45 consiglieri è invece già fissata in legge regionale. In consiglio comunale arriverà domani la proposta del sindaco Luigi Spagnolli sulla revisione dello statuto. Sulla composizione della giunta, Spagnolli avanza una proposta più restrittiva rispetto ai paletti fissati dalla legge regionale, che per il capoluogo prevede una giunta con al massimo otto componenti. Spagnolli propone al massimo sette componenti. Lo statuto attuale prevede una giunta fino a undici componenti. Spagnolli scende dunque a sette, come l’attuale giunta «corta» decisa cinque anni fa dopo travagliate trattative tra gli alleati. Franca Berti riferisce così i dubbi del Pd: «Una impostazione di snellezza e risparmio va bene e la condividiamo. Però perché vincolarci fino a renderla obbligatoria per legge? Si potrebbe adeguare lo statuto al tetto massimo di otto previsto dalla legge regionale, avendo comunque la possibilità di scendere». Così Della Ratta: «Il numero ideale potrebbe essere di nove membri, considerato che con solo sette assessori, senza il dono dell'ubiquità, si è fatto fatica a presidiare i numerosi impegni. Inserire da subito il limite a sette assessori è un segno di debolezza dei partiti italiani e di debolezza nei confronti della Svp». In Comune c’è poi un fiorire di gossip su un articolo inserito nella ultima legge regionale sui Comuni, approvata il 5 dicembre. Viene introdotta la possibilità di accorpare le elezioni comunali con le elezioni politiche o europee. In caso di rielezione di Spagnolli, è la lettura maliziosa, questa legge renderebbe più agevole le sue dimissioni per candidarsi alle politiche. Sul fronte dei costi della politica, la proposta di Spagnolli conferma i 37.839 euro lordi all’anno del presidente del consiglio comunale (la legge regionale autorizzava una drastica riduzione) e dimezza da 120 a 60 euro il gettone dei consiglieri per le commissioni. Accusa Margheri: «Con la legge regionale e con il nuovo Statuto perderemo una occasione per ridurre i costi, dalle indennità della giunta al doppio gettone se in una giornata partecipi a Consiglio e commissione». (fr.g.)

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