BOLZANO. Spagnolli fa il pieno di competenze. Per il momento. Il sindaco ha assegnato ieri le deleghe agli assessori, ma solo una parte. Gli incarichi più pesanti li ha tenuti per sé, in vista dello showdown del voto del consiglio comunale sul progetto Benko (entro il 24 luglio). Se ci sarà ancora una maggioranza, si discuterà delle deleghe, di eventuali nuovi partner di maggioranza e assessori. «Intanto iniziamo a lavorare», ha spiegato ieri Spagnolli annunciando la suddivisione degli incarichi. Ieri la giunta si è riunita per la prima volta. Una giunta ristretta (balneare), con quattro presenti su sette. Assenti per ferie Klaus Ladinser, Luigi Gallo e Claudia De Lorenzo. Nel decreto con gli incarichi Spagnolli non ha attribuito «le deleghe più importanti»: urbanistica, politiche sociali, lavori pubblici, cultura e ambiente. È probabile che, ammesso che il dopo Benko veda ancora una maggioranza, Spagnolli intenda tenere per se stesso l’urbanistica, distribuendo le altre rimaste in sospeso.

Welfare “italiano”. Sul sociale la novità di ieri è la presa di posizione ufficiale di Spagnolli per la delega a un italiano (verosimilmente Randi): «La maggior parte dei problemi sociali tocca cittadini di lingua italiana. Ritengo opportuno che la competenza vada a un assessore italiano». Con la Svp su questo punto c’è solo una tregua. Ammette il sindaco: «Se non ci fossero problemi, avrei assegnato l’incarico». Secco l’Obmann cittadino della Svp Dieter Steger: «La prendo come una battuta estiva. Spagnolli è stato di parola distribuendo solo una parte delle competenze. Sul resto si dovrà discutere. Rifiuto l’argomento etnico sul sociale: se lo accettassimo, gli italiani non dovrebbero avere più in incarichi in Provincia». Spagnolli invita a guardare alle competenze di Ladinser. Il vicesindaco diventa non solo l’uomo della cassaforte comunale, con bilancio e finanze, ma la sua competenza comprende anche il ruolo di raccordo con la Provincia sui temi finanziari e la razionalizzazione del rapporto entrate-spese. Ladinser sarà quindi l’assessore della spending review, con diritto di parola (anche) sul sociale. Sembra questo il compromesso offerto alla Svp. Sottolinea Guido Margheri (Sel): «Non ne farei una questione etnica. Noi abbiamo detto che il sociale deve andare al centrosinistra».

La squadra. Come si legge nello schema in pagina, Judith Kofler Peintner (Svp) mantiene la delega alla mobilità e perde quella sulla scuola. Luigi Gallo (A sinistra per Bolzano) conserva la delega al personale, aggiornerà il piano strategico e perde (al momento) i lavori pubblici. Luciano Giovanelli (Nuova città con Duzzi) ottiene quanto chiesto, il commercio, e si occuperà anche di turismo. A Mauro Randi (Pd) intanto politiche della casa e lavoro. L’assessorato di Claudia De Lorenzo (Civica per Spagnolli) va dalla scuola al decentramento.

Il rapporto con i Verdi. L’incognita resta. I Verdi rinviano ogni discussione sull’ingresso in maggioranza a dopo il voto su Benko. Spagnolli sottolinea: «Abbiamo governato bene con verdi e rossi per dieci anni. Non vedo motivi per non proseguire». Cosa voterà su Benko? «Non è corretto che lo dica, perché ho creduto nel progetto e lo ritengo ancora buono. Ma l’atto di Anna Pitarelli è stato un attacco alle istituzioni». Spagnolli conferma l’impegno di allargare la giunta a otto assessori e non esclude che si arrivi a nove (a costo di otto, per legge).

Indennità intatta. Spagnolli non seguirà l’esempio della giunta di Laives. L’indennità non verrà ritoccata (12.380 lordi al mese per il sindaco). «Sono argomenti che piacciono ai demagoghi», così Spagnolli, «con la mia indennità faccio beneficenza. Se amministriamo male si perdono milioni, ma ci si concentra su poche migliaia di euro».

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