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BOLZANO. Non è facile per Spagnolli. E non lo è meno dopo la maratona di incontri di ieri con i gruppi consiliari. È sindaco, ma non ha una maggioranza (mancano almeno quattro consiglieri) e si trova schiacciato tra Svp ed ecosociali, impegnati in un braccio di ferro autentico sulle rispettive visioni di città. O si trova una mediazione, o si torna a votare. È su questo che batte Spagnolli, che agli ecosociali ha detto di non vedere alternative a una alleanza con loro. Ma Spagnolli mette anche in guardia ecosociali e centristi: le nuove elezioni consegnerebbero la città alla destra, perché la Svp correrebbe da sola. «Dice che non ci sono alternative, ma non è disposto a concedere nulla sul programma, che è rimasto del tutto simile a quello iniziale. Noi possiamo mediare, ma se c’è una apertura», riassume la riunione conclusa tra visi tesi Cecilia Stefanelli, capo delegazione degli ecosociali. In serata Spagnolli li lusinga nel suo diario di bordo: «Ci sono tra loro alcune delle menti migliori del Consiglio».Le inconciliabilità verso gli ecosociali sono state ribadite da Dieter Steger e Klaus Ladinser, che sono i vertici del partito bolzanino, ma non ne esprimono tutto il sentire. E anche gli ecosociali hanno un tasso diverso di disponibilità alla mediazione. Luigi Gallo sottolinea: «Tutta la Svp condivide quanto dicono Steger e Ladinser? Entriamo nel merito dei singoli punti. Chiederemo di parlare con Pd e Svp». Si gioca per trovare una alleanza. Ma se non sarà così, allora la priorità diventerà per tutti un’altra: non farsi trovare con il cerino in mano, non essere etichettabile come il colpevole del fallimento. Spagnolli ha fatto capire che in quel caso non starà zitto. A tutti ha ricordato di essere uscito vincitore dalle elezioni.
Spagnolli si è seduto alle 8 nella sala di giunta e si è alzato solo nel tardo pomeriggio. Da solo, con il tablet per gli appunti, ha incontrato le delegazioni di ecosociali, le liste civiche di Angelo Gennaccaro e Dado Duzzi, Lega, Giovanni Benussi e Fratelli d’Italia. A tutti ha consegnato la nuova versione di programma. È saltato l’appuntamento con il Movimento Cinque Stelle, che aveva chiesto una seduta pubblica. «Viva la trasparenza», accusa Rudi Rieder dopo il diniego. L’incontro con Alessandro Urzì e i consiglieri della sua coalizione chiuderà oggi il primo giro di trattative. Se l’obiettivo di Spagnolli è rinnovare l’alleanza con gli ecosociali, è ovvio che sarebbe gradito l’appoggio dei due centristi Giovanelli e Mastella (eletti con Duzzi e Gennaccaro). Spagnolli ha anche spiegato agli interlocutori di essere interessato ad avere un sostegno trasversale su determinati punti. Spostamenti verso destra e verso la Lega sembrano fuori dal suo orizzonte, oltre che da quello del Pd. «Zero possibilità di un nostro coinvolgimento», riassumono uscendo i leghisti Carlo Vettori e Maurizio Fugatti . «È tutta in salita», commenta Gallo. Perché posizioni ancora così lontane? «Perché non sembra intenzionato a modificare il programma. Su punti come la riduzione delle tasse, a scapito dei servizi, e le esternalizzazioni non cisono aperture. E anche la consultazione on line su Benko non è accettabile. Deve essere un referendum vero, con modifica dello statuto», risponde Stefanelli. Aggiungono Gallo e Guido Margheri: «Un referendum deve garantire il coinvolgimento di tutti i cittadini e la par condicio». Le due civiche di Gennaccaro e Duzzi insieme pesano il 6%. Spagnolli non esclude più un allargamento della giunta. Può essere da sette a nove, ha detto, ma l’allargamento sarà possibile solo in un secondo momento, con modifica dello statuto, dopo che Spagnolli avrà ottenuto il voto sulla giunta a sette dal consiglio comunale. «Non accetteremo di fare da tappabuchi quando Margheri o qualche altro ecosociale avrà le paturnie. Vogliamo contare per il nostro peso», dice Gennaccaro.
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