BOLZANO. Li hanno visti, finalmente. Sul terzo binario, la nuova frontiera. Tra un treno che va e uno che viene. Le panchine sono delle donne e dei bambini, gli uomini stanno accoccolati sul selciato, o ciondolano avanti e indietro. Il sindaco e la giunta li hanno visti: ecco la Bolzano aprile 2015, a dieci giorni dalle elezioni, con i turisti che arrivano e che ripartono. Ore 11: in delegazione, primo cittadino e assessori, a visitare una stazione che prima non c'era, terminale di una migrazione mai vista. E Spagnolli sceglie un bersaglio grosso: Roma. «È incapace di gestire la situazione- tuona- e noi non vogliamo essere il luogo dove si scaricano le contraddizioni di una politica». Ma poi individua anche un bersaglio piccolo: l'Europa. Che non elabora politiche di accoglienza e di redistribuzione dei profughi. Poi, in sottordine il blocco attuato da Austria e Germania. In realtà, il problema sembra proprio quello. Vogliono andarsene. Salgono sul treno, molti col biglietto, e tentano di superare il Brennero. Ma prima, incontrano le pattuglie miste che li fermano e li fanno scendere. E quando scendono si trovano a Bolzano. Siamo l'imbuto. «E anche questo è inaccettabile- ammette Spagnolli- ma tutto avviene dentro un quadro di accordi bilaterali. E sono questi accordi a non reggere più. Ma quello che è certo è che Bolzano non può accettare di essere ciò che non è mai stata». Improvvisamente scoperti. Ecco la situazione. E il Comune? «Può fare poco. La stazione non è nostra ma con i responsabili delle ferrovie si cercherà di capire se vi possono essere soluzioni praticabili almeno per tentare di dare un tetto a questa gente durante la notte, quando non passano i treni, anche per consentire alle nostre associazioni di intervenire in maniera efficace». D'altronde, Bolzano non può supplire da sola al rifiuto di Austria e Germania di accogliere i migranti. Soluzioni? «Lo Stato ma anche la Provincia devono attivarsi in maniera più forte che in passato per risolvere il problema. Vienna è qui, a due passi. Con l'Austria abbiamo intese e relazioni strette. Non è possibile che tutto si scarichi su Bolzano». L'unica cosa da non fare, per il sindaco, è far finta che il problema non esista. La presenza dei migranti in stazione sta producendo un riposizionamento delle presenze criminali che trovano spesso riparo proprio in quell’area: «Se ne è parlato recentemente: la stazione è un luogo dove si trovano i delinquenti ordinari. Stranieri e italiani, indifferentemente. Approfittano della confusione, del vai e vieni dei passeggeri. Così che adesso c'è una doppia emergenza». Già ieri, alcuni uomini facevano capannello nei dintorni del municipio: africani, tutti col cellulare, probabilmente in contatto con i parenti che già stanno in Germania. È una presenza nuova, per Bolzano. E Spagnolli ha chiesto aiuto.

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