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BOLZANO. Spending review, i giochi sono fatti. Il decreto del governo è approdato solo ieri alla Camera, dopo l’approvazione al Senato, ma il ministro Giarda ha già avvertito i deputati che il testo è intoccabile e al momento della votazione in aula la prossima settimana vi verrà posta la fiducia. Nel testo sono entrate novità rispetto alle previsioni iniziali di obbligo di dismissione di società pubbliche. Il testo è meno coercitivo, ma la strada è segnata e la Provincia sta lavorando a un piano di accorpamenti e razionalizzazioni di proprie società, fondazioni e agenzie.
Nonostante la blindatura del decreto, il gruppo Svp ha ugualmente depositato ieri mattina un emendamento in commissione per rafforzare la clausola di salvaguardia per la Provincia di Bolzano.
L’emendamento, firmato da Siegfried Brugger e Karl Zeller , è destinato a sicura bocciatura. «Dovevamo però presentare questo testo ugualmente, come atto politico», sottolinea Brugger, «anche alla Camera il voto Svp sarà negativo». L’emendamento mira a rafforzare la clausola di salvaguardia, togliendo il passaggio «fermo restando il contributo delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano all’azione di risanamento», lasciando solo la dicitura «le disposizioni del presente decreto legge si applicano alle Regioni e Province autonome secondo le procedure previste dai rispettivi statuti speciali e dalla relative norme di attuazione».
Sulle società pubbliche invece il quadro è cambiato rispetto al testo originario. Nell’attuale decreto legge si legge che «entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le pubbliche amministrazioni possono predisporre appositi piani di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate. Detti piani sono approvati previo parere favorevole del Commissario straordinario per la realizzazione della spesa».
Di ristrutturazione e razionalizzazione delle società si sta già discutendo in Provincia da almeno due anni.
La spending review non farà che irrobustire e dare ulteriore legittimità a una operazione che, se effttuata con severità, intaccherà centri di potere (consigli di amminstrazione, presidenti, direttori, revisori dei conti).
Ma a palazzo Widmann non si parla solo di società. Il lavoro che stanno seguendo gli uffici degli assessori Widmann e Bizzo riguarda tutti i settori in cui si intrecciano competenze affini: ripartizioni provinciali, società, agenzie e fondazioni. La prospettiva è di accorpare tutto ciò che si può accorpare, salvaguardando le realtà ritenute strategiche. E se ciò dovesse comportare la soppressione di qualche ente, si farà. Questo il clima attuale. Starà poi alla politica andare avanti. Tra gli esempi possibili, spicca l’economia-innovazione, che vede competenze, progetti e finanziamenti in campo sia in Provincia, che al Tis, alla Bls e all’Eurac. Conferma l’assessore all’Economia Roberto Bizzo: «E’ da oltre due anni che abbiamo iniziato l’analisi sulle società provinciali, individuando una ventina di enti che andranno dismessi. Operazione avviata e già conclusa per Sadobre, Hotel Terme, FinBtb, parzialmente per Brennercom. Certamente il discorso si potrà allargare a tutti gli enti, verificando gli accorpamenti possibili . L’esempio virtuoso è la Informatica Alto Adige Spa». Per quanto riguarda i Comuni, il testo verrà ora esaminato dal Consorzio dei Comuni.
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