BOLZANO. E adesso correre, per recuperare la fiducia, i voti, il tempo perso. Ci ha pensato il giovane ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz a fare il regalo giusto a Philipp Achammer, eletto ieri Obmann della Svp con una percentuale ai limiti del plebiscito: 94,43 per cento (967 voti). Kurz è arrivato da Vienna con un paio di scarpe da ginnastica nuove fiammanti per Achammer. Pronte da indossare per la maratona che attende il nuovo Obmann, che si è congedato dal congresso di Merano posando le scarpe sul palcoscenico. «Da oggi ci rimettiamo la lavoro per riprendere il tesseramento sospeso», annuncia. Il sessantesimo congresso della Svp celebrato ieri a Merano doveva essere un normale congresso non elettivo per scaldare i motori per le elezioni europee. Lo scandalo dei vitalizi ha ribaltato il tavolo, provocando le dimissioni anticipate dell’Obmann Richard Theiner. Il congresso da campagna elettorale per Herbert Dorfmann è diventato così il congresso del rinnovamento obbligato dei vertici. La Svp si affida ad Achammer, candidato unico al ruolo di Obmann, e a due nuove vice su tre. Congedo amaro di Richard Theiner, peraltro molto applaudito, che ancora una volta si è scagliato contro le lobby che tramano dentro il partito. Sorridente in prima fila, abbronzato e rilassato l’ex presidente Luis Durnwalder. Il rinnovamento dovuto dopo la sua lunga stagione? Non sembra essere sfiorato dal tema. «Mi è piaciuto il discorso di Theiner», sorride Durnwalder circondato dai giornalisti come ai vecchi tempi. Al tavolo della presidenza l’ex Obmann Siegfried Brugger e il segretario Martin Alber.

La nuova Svp. Niente giochi strani, niente «scherzetti» questa volta. Il patto interno alla Svp ha deciso Achammer e Achammer è stato con una percentuale bulgara che ha sorpreso il nuovo Obmann per primo: 94,43 per cento.

Non si sono ripresentati Thomas Widmann e Martha Stocker. Ieri la partita per il ruolo di vice ha visto in lizza Angelika Wiedmer (sindaco di Meltina), Zeno Christanell (vice Obmann del Burgraviato, ala sociale) e il consigliere provinciale pusterese Christian Tschurtschenthaler (ala economica). Le donne si sono mobilitate per Angelika Wiedmer. «Non esiste che ai vertici della Svp non entri una di noi», era stato l’avviso ai naviganti della leader femminile Renate Gebhard. Sorpresa anche in questo caso. Angelika Wiedmer non solo ce l’ha fatta, ma è stata la più votata come vice con 411 voti (40,13%), seguita da Christanell con 311 voti (30,37 %) . Solo una formalità invece l’elezione del vice Obmann indicato dai ladini, con la conferma di Daniel Alfreider. Tschurtschenthaler ha conteso l’elezione a Christanell voto per voto e si è fermato a 299 preferenze (29,19%). Ancora uno smacco per l’ala economica, anche se Tschurtschenthaler potrebbe rientrare in gioco per altri incarichi in via Brennero.

Il nuovo Obmann. Achammer ha tenuto un veloce discorso che ruota tutto attorno al tema che la Svp è nata come Sammelpartei e tale deve restare. Nella sua visione è un partito collettivo, «in cui le responsabilità e gli onori non gravano solo sulle spalle dell’Obmann», in cui c’è spazio per i gruppi di interesse, purché rientrino «nella visione comune», e non c’è spazio «per gli interessi privati». Ribadisce che rinnoverà il patto di collaborazione con i gruppi locali, «la Svp siamo tutti noi e sono orgoglioso di diventare l’Obmann di un partito che commette errori e sa ammetterli». Senza il suo lavoro come segretario amministrativo, stimato dai funzionari locali, quel 94% non sarebbe mai arrivato. Giovane ma con un passato politico, Achammer porta con sé la rete di relazioni che ha costruito negli anni. Kurz è un amico dai tempi dei giovani popolari europei. Achammer è tra le persone più vicine al presidente provinciale Arno Kompatscher, ieri seduto accanto a Durnwalder. Il nuovo partito e la giunta fanno parte del medesimo progetto politico. Si rafforzeranno insieme o cadranno. La scommessa è appena iniziata. «Con Arno e Philipp è cambiata l’aria, vediamo se ci faranno andare avanti», ragiona l’assessore Arnold Schuler .

Achammer elenca i valori di riferimento: moralità, società solidale, la politica come servizio. «La Provincia ha avuto grandi risorse da spendere, adesso i tempi d’oro sono terminati e dobbiamo decidere cosa sono le cose veramente importanti: per me, tra queste cose, c’è la solidarietà per chi ha avuto meno opportunità di farcela». La platea dei delegati sembra fidarsi del suo essere uomo fuori dalla correnti.

Il congedo di Theiner. L’ex Obmann lascia l’incarico con l’excursus dal 2009, anno della sua elezione. Parla dei vitalizi doro («un grande errore») e dello scandalo Sel («una vergogna»). Insiste sul tema delle lobby interne e lo sfogo è pesante. «Ci sono persone che per anni hanno leccato i piedi e sono le stesse che hanno fatto di tutto per buttare Durnwalder già dal trono. Sono venuti anche da me, ma non l’ho accoltellato alle spalle», è lo sfogo di Theiner. E ancora: «Ci sono persone che hanno usato la Svp per i propri interessi e hanno voluto indebolire il partito per proporsi poi come i salvatori che escono dalle ceneri». Parole troppo pesanti da Theiner, accusano i detrattori, «senza però il coraggio di fare i nomi».

Il grazie di Kompatscher. Il presidente provinciale ha chiuso i lavori con gli auguri di buon lavoro ad Achammer e un omaggio a Theiner, «sotto la cui gestione la Svp ha vinto le elezioni e ha saputo assumersi le responsabilità».

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