MERANO. In via IV Novembre, al civico 64, la mattina seguente l'omicidio. Parlano in pochi, tutti sembrano non sapere. Forse hanno anche un senso di vergogna per le condizioni in cui si trova lo stabile dove il degrado è evidente. Fin dalla porta di ingresso che è chiusa. Basta spingerla un po' per aprirla.

Al secondo piano, proprio sotto l'appartamento dove si è consumata la tragedia, abita una famiglia di extracomunitari. Sono del Bangladesh. La signora Irin Radhmann fa fatica a parlare italiano. Ma dice di «aver sentito dei rumori. Dopo aver chiamato mio marito Adbeb che lavora a Lagundo ho aperto la porta ed ho visto i carabinieri che portavano via un uomo, probabilmente l'accoltellatore». Il marito della donna ribadisce di essere arrivato dal lavoro «quando le cose erano già accadute. Mi sono spaventato un po' quando sono giunto a casa. Temevo che fosse rimasta coinvolta la mia famiglia. Mi sono tranquillizzato solo quando ho visto mia moglie che stava bene».

Conoscevate i due? La risposta di Irin Radhmann è categorica: «Mai sentito un rumore sospetto o un litigio. Io sono sempre a casa durante il giorno perché devo curarmi: mai avuto sentore di qualcosa che non andasse per il verso giusto». A fianco dello stabile del civico 64 di via IV Novembre c'è un gommista: racconta che «vedevo spesso i due soggetti, protagonisti dell'episodio di sangue, che tornavano barcollando a casa. Davano l'impressione di essere sempre ubriachi». Stava tornando a casa, verso le 11 di sera, anche Teresa Seidl. «Ho trovato carabinieri un po' ovunque. Ho chiesto subito cosa era successo ma non mi hanno dato informazioni. Solo stamane ho saputo che c'era stato un accoltellamento e che c'era scappato il morto. Mi sembra ancora incredibile che questa tragedia si sia verificata proprio qui, a due passi da casa mia».

Un episodio inquietante. Che fa riflettere proprio nel contesto in cui è maturato. Una storia fra emarginati che avevano scelto di vivere in un alloggio al terzo piano di uno stabile molto degradato. Il proprietario dell'appartamento è un giovane meranese rientrato in città solo ieri. Ha saputo dai carabinieri, che lo hanno interpellato subito per sapere di più dell'inquilino che viveva al terzo piano: «Sapevo che l'alloggio era frequentato, a suo tempo, da una donna. Poi non so che fine abbia fatto. Non ho la minima idea di chi si trovasse nell'appartamento al momento dell'accoltellamento. Dovreste chiedere di più ai carabinieri».

Aggiunge il titolare della pizzeria Stelvio che ora è anche un ristorante indiano: «Abbiamo chiuso alle 23. Una volta uscito dal locale ho notato un gran trambusto. C'erano numerosi carabinieri. Ma ho preferito non sapere qualcosa di più. Era stanco e sono andato a casa, per dormire».

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