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BRESSANONE. Il bilancio 2016 dell’Azienda pubblica di servizi alla persona Santo Spirito, ente che gestisce 4 strutture per persone anziane non autosufficienti, 3 a Bressanone e una a Chiusa, si è chiuso in attivo, ma su 673 richiese di ricovero, sia permanente che temporaneo e transitorio, ne sono state accolte solo 376 per mancanza di letti. Il direttore Marco Maffeis, alla presenza del presidente e del vicepresidente dell’Apsp Santo Spirito Hansjoerg Bergmeister e Francesco Bertoldi, ieri ha illustrato del 2016, sottolineando che sono stati raggiunti livelli qualitativi ottimi e che l’obiettivo resta sempre quello di migliorare la vita degli anziani ospiti.
Come ogni anno, dunque, il cda dell’Azienda ha approvato il bilancio sociale, presentando i risultati del 2016 che riguardano le quattro strutture che dispongono complessivamente di 204 posti letto: 174 a Bressanone e 30 a Chiusa. Ma vediamo le domande presentate nel 2016 a Bressanone e Chiusa, accolte solo per poco più del 50%, visto che sono state 673 e ne sono state accolte 376: su 184 domande di ammissione permanente (119 per Bressanone e 65 per Chiusa) ne sono state accolte 54 (48 a Bressanone e 6 a Chiusa); su 377 domande di ricovero temporaneo ne sono state accolte 219; su 112 richieste di ricovero di transito ne sono state accolte 103.
"Anche nel 2016 si è sofferta una carenza di posti letto per le ammissioni permanenti sopperita in parte dalla possibilità consolidata di ammissioni temporanee e di transito - ha spiegato Maffeis - I progetti in cantiere per risolvere il problema sono tre, ma saranno realizzati in tempi non brevi: il risanamento totale e l’adeguamento della struttura esistente entro il 2025, la costruzione della nuova struttura con piccoli gruppi abitativi per anziani a Varna entro il 2020 e l’acquisizione di un immobile in via Laghetto, dove saranno realizzati 20 monolocali per anziani. Insomma, stiamo lavorando per aumentare i posti letti e accogliere più anziani".
Il bilancio 2016 si è chiuso con un utile di esercizio di 11.649 euro (27.744 euro nel 2015). I costi aziendali relativi alle tre strutture di Bressanone sono stati così finanziati: dalle tariffe pagate dagli ospiti un totale di 3.346.437 di euro (3.345.385 euro nel 2015); dai Comuni di provenienza intervenuti per le persone non in grado di pagare l’intera tariffa un totale di 396.060 euro (439.364 euro nel 2015), dal fondo provinciale per la non autosufficienza e dall’Azienda sanitaria 4.905.613 di euro (4.638.840 euro nel 2015). I costi più rilevanti del bilancio derivano dalla forza lavoro. I collaboratori dipendenti al 31 dicembre 2016 erano 295 (il 66% impiegato a part time), mentre i volontari erano 140 (nel 2015 erano 158 per un totale di 15.378 ore prestate).
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