Alcune delle pagini più interessanti della storia dell’Alto Adige sono al centro della serata di Dixit in onda stasera.

La prima parte dal titolo “Bombe sulle Dolomiti” è una storia che inizia nella notte dei fuochi del 1961, di cui martedì 11 ricorre il 52esimo anniversario. Per la prima volta sulla rete nazionale si racconta una pagina dimenticata della storia del terrorismo italiano, una vicenda dai lati ancora oscuri in cui si mescolano irredentismo, interessi geopolitici, servizi segreti italiani e stranieri. E' l'11 giugno. In Sudtirolo si festeggia come ogni anno la festa del Sacro Cuore e la vittoria del patriota locale Andreas Hofer contro l'invasione napoleonica. Ma quell’11 giugno è una notte diversa. Ad appena 15 anni dalla fine della seconda guerra mondiale ai confini dell’Italia scoppiano di nuovo le bombe. All'una, a Bolzano, il primo ordigno. Nelle quattro ore successive altre 350 esplosioni causano enormi danni alle infrastrutture della regione e abbattono decine di tralicci dell'alta tensione. Gli irredentisti sudtirolesi vogliono il buio e la secessione dall’Italia. E’ l’inizio di una violenta battaglia che dura trent'anni e lascia sul campo decine di morti e feriti. Alcuni particolari e testimonanze inedite ci raccontano una guerra combattuta su un confine molto più largo di quel che si è finora creduto e le cui scorie pesano tuttora sulla coscienza di una comunità che fatica a sentirsi unita sotto la bandiera italiana.

Nella seconda parte della serata si parla invece di Alexander Langer, una figura centrale nella recente storia del Sudtirolo. Ecologista, pacifista, tra i fondatori di Lotta Continua, poi dei Verdi, che ha rappresentato due volte al Parlamento Europeo, Langer è stato un uomo senza patria e con molte patrie.Sudtirolese di Vipiteno, italiano di lingua tedesca, spende la vita per costruire ponti, unire popoli, creare un domani di pace e di confronto. Capisce prima di tutti che nell’89, con la caduta del muro di Berlino, era finito un mondo e che quanto stava accadendo nei Balcani, non era una guerra locale, ma un movimento sismico globale e perciò l’Europa non poteva far finta di niente.

Langer intuisce tutto troppo in fretta. Viaggiatore instancabile, percorre milioni di chilometri per conoscere persone, nuove realtà, altri mondi. Fino a quando “più disperato che mai”decide di andarsene. A 49 anni, il 3 luglio 1995, si toglie la vita a Pian dei Giullari, appena fuori Firenze. Nel corso del documentario parlano di lui tra gli altri: Massimo Cacciari, Reinhold Messner, Fabio Levi, Guido Viale, Marina Terragni, il fratello Peter, la nipote Sabina, la cognata Lidia.