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BOLZANO. La riforma dello Statuto di autonomia viaggerà su più binari. Con più urgenza è stato avviato il gruppo di lavoro dei saggi che presenterà alla giunta provinciale di Bolzano e Trento una proposta sulla revisione del sistema delle competenze. L’obiettivo è agganciarsi al processo di riforma costituzionale nazionale, sottoponendo al Parlamento la proposta regionale sulle competenze. I temi più politici dello Statuto verranno invece affidati alla Convenzione per la riforma. Il disegno di legge per l’istituzione della convenzione, firmato da Dieter Steger (capogruppo Svp)e Roberto Bizzo (capogruppo Pd), è stato depositato nei giorni scorsi in consiglio provinciale e oggi verrà esaminato dalla I commissione legislativa. È una novità, perché per la prima volta le modifiche allo statuto verranno discusse pubblicamente da un organismo allargato alla società civile. L’impostazione è già stata contestata dai Freiheitlichen. Secondo Ulli Mair è «la convenzione Svp-Pd-Verdi», e viene bocciata come «un rischio per la nostra autonomia». Il disegno di legge assegna un anno alla convenzione per elaborare una proposta, che andrà poi sottoposta ai consigli provinciali di Bolzano e Trento (che finora non ha avviato un percorso simile) e al consiglio regionale. Spetta a questa assemblea allargata delineare il nuovo statuto e quindi l’idea di autonomia per il futuro. La convenzione avrà 32 componenti ed è istituita dal consiglio provinciale, che fornirà il supporto logistico. Così la composizione: 3 componenti scelti su 9 nomi proposti dal Consiglio dei Comuni, 2 componenti scelti su 6 nomi proposti dalle associazioni degli imprenditori, 2 componenti su 6 nomi proposti dai sindacati più rappresentativi. A questi si aggiungono 5 esperti di diritto nominati dal consiglio provinciale e 8 rappresentanti della società civile, che verranno estratti a sorte al termine di un processo partecipativo tra i nomi delle persone (sopra i 16 anni e residenti in Alto Adige) che si sono registrate. L’elenco si conclude con 12 componenti nominati dal consiglio provinciale, con rappresentanza proporzionale della minoranza politica. Nel complesso dei 32 componenti «deve essere garantita la rappresentanza adeguata dei due sessi e dei gruppi etnici». La Convenzione eleggerà un presidente e due vicepresidenti, che non possono appartenere al medesimo gruppo etnico. I lavori dovranno avere una dimensione corale. Verrà informato periodicamente il consiglio provinciale, gli atti e le sedute saranno pubbliche, sono previsti incontri con i parlamentari, scambi di informazioni con il Consiglio di Trento. È previsto inoltre un forum di 100 privati cittadini selezionati, che verrà regolarmente informato e interpellato sui lavori. I consiglieri provinciali potranno prendere la parola e sottoporre proposte alla convenzione. Verranno infine organizzate iniziative pubbliche per la raccolta di idee. (fr.g.)
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