BOLZANO. Alla fine il caso è scoppiato. Seduta tempestosa venerdì sera della Convenzione dei 33 per la riforma dello Statuto, che ha interrotto i lavori in attesa di chiarimenti con la giunta e il consiglio provinciale. Tra i leader della «rivolta» c’è l’ex presidente Luis Durnwalder, in tandem con Riccardo Dello Sbarba (Verdi). Anche Roberto Bizzo (Pd) non si tira indietro: «Non siamo qui a farci prendere in giro». Maggioranza e opposizione, non fa differenza: la Convenzione naviga in pessime acque. Quanto alla Stella alpina, per dirla con Bizzo, «se il Pd non c’è, ci sono troppe Svp...». A provocare la crisi, latente dall’inizio in questo organismo, è il disegno di legge costituzionale dei senatori del Gruppo per le autonomie, con Zeller primo firmatario, che elenca le nuove competenze provinciali e regionali che di fatto costruirebbero la «Vollautonomie», obiettivo dichiarato della Svp. Tra le nuove competenze previste, ambiente, commercio, urbanistica commerciale, grandi derivazioni a scopo idroelettrico, sicurezza del lavoro. Il disegno di legge non cade dal cielo. È frutto del lavoro dei «saggi» nominati nel 2015 dai presidenti Kompatscher e Rossi. I senatori hanno consegnato alle due giunte provinciali il disegno di legge e lo hanno poi depositato al senato nel gennaio 2016. Da allora silenzio, fino al luglio di quest’anno, quando viene discusso nella commissione speciale del consiglio provinciale. Viene approvato con il voto della sola Svp. Venerdì sera durante i lavori dei 33 Dello Sbarba ha ricordato che il disegno di legge costituzionale arriverà in consiglio provinciale per il parere nella seduta del 13 settembre. Gelo in sala. Volti stupiti anche tra gli esponenti dei 33 nominati dalla Svp. Perché lo stupore? Il doppio binario scelto dalla giunta provinciale era noto dall’inizio: da un lato un disegno di legge ricco di competenze, dall’altro la Convenzione cui affidare la discussione sui temi più «politici» dell’autonomia. Dello Sbarba l’altra sera ha ribadito le critiche: «Una volta che il consiglio provinciale ha insediato la Convenzione per una riforma partecipata dello Statuto era alla Convenzione che andava affidato questo compito e non ai blitz romani di un gruppetto di parlamentari». Nella Svp il disegno di legge dei senatori è conosciuto, ma Durnwalder venerdì è esploso: «Ci fanno lavorare ogni fine settimana alla riforma dell'autonomia e poi a Roma presentano un progetto bell'e fatto sulle nostre teste. E' una presa per i fondelli. Se è così, è inutile andare avanti» (come riferisce Dello Sbarba nel suo diario dalla convenzione). Bizzo si è unito alle critiche. Risultato, il presidente della Convenzione dei 33 Christian Tschurtschenthaler ha chiesto prima una pausa, poi ha sospeso la seduta «per chiarimenti». Difficile proseguire, con l’ex presidente che infiamma la platea... Che futuro ha la Convenzione, voluta dal presidente Kompatscher e dal Pd, subito sfuggita di mano per la capacità di autorganizzazione della destra tedesca e ora in palese difficoltà? Bizzo accusa: «Se credi nella convenzione, non illudi i suoi partecipanti di avere un ruolo, se poi la partita vera si svolge altrove. La mia proposta è di sospendere il disegno di legge dei senatori e discuterlo in consiglio insieme al testo che verrà elaborato dalla Convenzione». Dello Sbarba si augura «uno scatto di orgoglio della Convenzione». Tschurtschenthaler, che ieri ha parlato con il senatore Berger, sdrammatizza: «La Convenzione non è sminuita di valore». Lavori aggiornati a venerdì prossimo per un chiarimento. Palermo replica: «A chi giova affossare la Convenzione? Il nostro disegno di legge non verrà approvato in questa legislatura». Ma sottolinea anche lo «scarso sostegno al progetto (di Convenzione) che viene in primis dalle forze politiche che lo hanno voluto».

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