BOLZANO. Tre binari paralleli per un viaggio che tutto sembra tranne che corto e agevole, ma il presidente della Provincia Arno Kompatscher ne ha ben chiaro il tragitto. L’approdo è la molto annunciata riforma dello Statuto di Autonomia.

«Ci sono tre diverse aree di sviluppo di questo argomento che variano, naturalmente, dallo strettamente tecnico agli aspetti più politici». Partiamo dal profilo tecnico allora. «C’è un gruppo di lavoro che sta sviluppando l’indirizzo da dare alle riforme costituzionali. Soprattutto va chiarito il concetto di “intesa”. Non è definito il modo con cui questa intesa tra le Province di Bolzano e Trento vada espressa. Con i due consigli provinciali? Non è specificato. Va istituzionalizzata la procedura di emanazione delle norme d’attuazione. Oggi si segue una prassi amministrativa, non un codice istituzionale. Certo, nell’audizione parlamentare il nostro meccanismo è stato indicato come esemplare. Non a caso ne abbiamo prodotte 188 contro numeri assai più bassi di altre Regioni come la Sicilia». C’è poi la vicenda delle competenze. «Questo è il secondo binario e il premier Matteo Renzi ha un memorandum preciso di cosa chiediamo entro quest’anno. Nelle prossime settimane tratteremo alcune di queste per poi avviare l’iter delle Commissioni e dei pareri ministeriali.Non è un mistero che puntiamo principalmente al settore della difesa e dello sviluppo dell’ambiente». Spazio, infine, alla politica. Così Kompatscher: «D’accordo con tutti i gruppi consiliari - continua Kompatscher -stiamo mettendo in cantiere un dibattito sul futuro dell’autonomia di fronte allo Stato e all’Unione Europea. Ciascuna forza politica porterà la sua visione, ma coinvolgeremo anche la società civile. L’obiettivo è offrire una panoramica che sia la più ampia possibile. I lavori, in ogni caso, sono portati avanti dalla presidenza del Consiglio in questi giorni». Ogni binario, dunque, cammina. «Sì, sono slegati tra loro ma svolgono un lavoro nella stessa direzione. Va anche detto che dobbiamo essere bravi a capire quale sia il momento opportuno di inserire tutto questo discorso all’interno della logica e dell’agenda parlamentare. È comunque il momento delle riforme». (a.c.)

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