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BOLZANO. Cresciuta in via Ortles, Cecilia Stefanelli ha debuttato ieri come candidata sindaco degli ecosociali al parco delle Semirurali. A Don Bosco è cresciuta e ha iniziato cinque anni fa l’esperienza politica come consigliera di circoscrizione. A Bolzano lavora come ispettrice provinciale del lavoro, dopo la laurea in Scienze politiche a Bologna. Numerose attività di volontariato e di lavoro nell’associazionismo, da Donne Nissà alla Lebenshilfe. A 36 anni, due figli, Cecilia Stefanelli ieri aveva accanto a sé i Verdi, Sel e Rifondazione comunista, che ha accettato la proposta di Luigi Gallo e si presenterà con la lista civica «A sinistra per Bolzano con Gallo».
Clima teso tra gli ecosociali. La rottura con Luigi Spagnolli è ferita fresca. Le facce sono quelle di chi pensava che le cose avrebbero dovuto andare in un modo diverso. Ci sono gli assessori Gallo e Patrizia Trincanato, tra gli altri, i consiglieri comunali Margheri, Rungger e Planer, per Rifondazione Maffei, Benatti e Gatti, i consiglieri provinciali Foppa e Dello Sbarba. Il discorso può essere riaperto l’11 maggio «con pari dignità», dicono, se Spagnolli non dovesse vincere al primo turno. Cecilia Stefanelli presenta (bilingue) le idee per «il benessere delle persone che vivono a Bolzano», con tre linee guida. La prima è inclusione: «La città è un progetto comune che non deve lasciare nessuno indietro. Il principio di solidarietà va coniugato con quello di responsabilità. Penso alla riorganizzazione dei servizi sociali e alla valorizzazione dei progetti di sviluppo di comunità». La seconda è intercultura: «Bolzano è un laboratorio incredibile di convivenza tra culture, abbiamo iniziato tra italiani e tedeschi, ora ci sono anche i nuovi cittadini. La città deve osare di più». I punti di riferimento sono la scuola Langer a Firmian e l’università Lub trilingue. La terza linea, elenca Stefanelli, è interesse pubblico: «Deve essere al centro dell’operato politico nel definire regole e obiettivi dello sviluppo della città», che siano lo sviluppo economico, un piano turistico, la mobilità. Gli ecosociali vogliono smontare l’immagine di «gente del no», a partire dal caso Benko. Così Stefanelli: «È ovvio che vadano coinvolti i privati nello sviluppo, dai singoli cittadini agli imprenditori. Ce lo dice l’esperienza di tutti i giorni. Ma il bene pubblico deve stare al centro». Luigi Gallo è netto: «Nessuno si sogni di dire che siamo contro il rapporto con i privati. Con gli imprenditori si parla attraverso rapporti sereni, trasparenti e basati sulla pianificazione pubblica». Da assessore Gallo non rinnega l’attività di giunta con Spagnolli: «Mi auguro che possa proseguire la collaborazione con la parte migliore del Pd». Brigitte Foppa (coportavoce dei Verdi) sottolinea la novità di una candidata giovane e donna: «Iniziamo qualcosa di nuovo. Siamo stati dieci anni al governo, ho imparato che non ci si deve stare a tutti i costi e questa volta il costo sarebbe troppo alto. Speriamo di essere determinanti dopo il 10 maggio». Patrizia Trincanato non si ricandiderà. «Sto decidendo», anticipa, «Non sarà una scelta dettata da questi ultimi giorni. Voglio però rispondere alla lettera aperta che ci ha inviato la capogruppo del Pd Franca Berti. Parole fuori tempo massimo, offensive per gli alleati che da settimane chiedevano un incontro con Spagnolli». Guido Margheri (Sel) lancia sul web una campagna con i volti a confronto di Cecilia Stefanelli e il potente benkiano Heinz Peter Hager: «Siamo in pista con una candidata forte per riaprire una partita che altri hanno giocato nel chiuso degli studi professionali».
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