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LAIVES. Scaduto nel 2008, il Piano urbanistico (Puc) del Comune di Laives non è più stato rinnovato.
A suo tempo era anche stato affidato un incarico a uno studio di architettura veneto ma, evidentemente, la cosa poi è stata lasciata cadere e oggi la programmazione urbanistica a Laives deve continuare a fare riferimento al vecchio Puc.
«In effetti - spiega il vice sindaco Giovanni Seppi, competente per l'urbanistica - il Puc andrebbe rinnovato ogni 10 anni ma non si tratta di un termine perentorio e tassativo, perché si può riconfermare quello esistente per altri 10 anni. Certo allo scadere del 2018 scatterebbero i 20 anni e il Comune dovrebbe procedere almeno a una verifica di tutte le destinazioni d’uso pubbliche, le previsioni di esproprio dei terreni ecc. altrimenti, se nel frattempo non si sarà effettivamente proceduto con gli espropri, le aree tornerebbero di proprietà privata».
Proprio in base al vecchio Puc, infatti, ci sarebbero ancora migliaia di metri cubi da sfruttare. Tuttavia, strada facendo, il vice sindaco sostiene di aver maturato un'idea alternativa di programmazione del territorio. «Si tratta del Masterplan - continua Seppi - strumento più completo per previsioni anche a lungo termine: vorremmo organizzare un'assemblea pubblica appena sarà il momento, per illustrare ai nostri cittadini ciò che altri Comuni si è già realizzato in questo senso. È necessario capire bene insomma quale utilità ha un Puc rispetto al Masterplan, questo è stato tema di confronto con la nostra maggioranza». Ma un Puc non rinnovato, può creare problemi ai privati che manifestano richieste di variazioni urbanistiche?
«In base alle nuove norme, le modifiche urbanistiche non possono essere più di tre nell'arco di un biennio. Prima invece succedeva che se ne facessero 2 0 3 periodicamente. Tenuto conto che per l'ente pubblico questo limite non c'è, voglio anche chiarire che comunque abbiamo 7 o 8 richieste di modifica in media ogni sei mesi, richieste che noi accorpiamo e portiamo in sede di modifica tre volte ogni due anni».
Infine, il vice sindaco conferma anche quella che sarà la linea urbanistica futura a Laives: recupero di tutte le cubature possibili a fronte di concessioni con il contagocce per quanto riguarda nuove aree d'espansione.
Del resto, esistono ancora nei centri abitati, enormi volumetrie da sfruttare prima di occupare ulteriori terreni pregiati e agricoli.
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