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CASTELROTTO. «Stop al cemento sull'Alpe di Siusi», afferma Andreas Colli. "Abbiamo chiesto di ridurre al minimo anche gli ultimi 70 mila metri cubi di ampliamenti previsti dal piano paesaggistico non ancora utilizzati", sottolinea il sindaco di Castelrotto. "Basta assalti del cemento sull'Alpe di Siusi, anzi ci stiamo impegnando per ridurre al minimo in accordo con la Provincia i metri cubi che ancora mancano per completare il piano paesaggistico: visto che ci sono valutazioni divergenti sulla cubatura non ancora utilizzata, come Comune abbiamo deliberato uno stop temporaneo a qualsiasi ampliamento".
Parola del sindaco di Castelrotto Andreas Colli, dopo il duro attacco degli ambientalisti gardenesi di «Pro Seiser Alm» contro non solo il Comune, ma la stessa popolazione del centro dell'altopiano, accusata di indifferenza di fronte al dilagare del cemento sull'onda degli ormai famigerati "ampliamenti qualitativi" degli alberghi sull'Alpe. Col risultato di ritrovarsi ora, dopo anni di manica larga, con storici rifugi e malghe trasformati un superhotel o addirittura in autentici villaggi turistici.
Certo, lo stop temporaneo (il secondo in 4 anni per "pause di riflessione") appare tardivo: fuggiti i buoi è rimasto solo qualche vitellino è il risultato di anni e anni di susseguirsi di piani, norme, deroghe e palleggi fra Comune e Provincia, sotto le scontate spinte "corporative" che hanno caratterizzato il cammino degli "ampliamenti qualitativi" delle strutture esistenti, oltre nuove costruzioni. "Tuttavia, oggi, secondo il piano paesaggistico resterebbero da assegnare ancora 70 mila metri cubi - aggiunge Colli - riservati esclusivamente a strutture esistenti non ampliate (salvo l'Urthaler Seiser Alm), otto in tutto, ma pare che la maggior parte non sia interessata. Il consiglio comunale ne ha approfittato chiedendo alla Provincia di non applicare all'Alpe i parametri del restante territorio, limitando al 40% per cento eventuali ampliamenti; da Bolzano si è risposto abbassando addirittura al 20% il limite".
«Ma c'è un "ma": la normativa non è chiara nella formulazione per cui il 20% della Provincia rischia, che ci starebbe bene. rischia di risultare superiore al 40% del Comune. Dobbiamo chiarirci, per questo abbiamo congelato la situazione», ancora il sindaco. La confusione appunto: lo spirito originario dei vari progetti doveva essere quello di consentire a quelli che erano soggiorno alpini, rifugi e malghe di dotarsi di servizi essenziali elevandone la qualità e soprattutto niente nuove costruzioni. Ma le cose andate ben diversamente fra cedimenti e furbizie, quali trasferimenti di cubature con relativo raddoppio, balletto di percentuali ammesse per gli ampliamenti e così via.
Esemplari i casi dell'hotel Alpina Dolomites sorto a Kompatscher con 15 mila metri cubi ricavati dalla demolizione del più modesto ex "Dialer" per espellerlo dal Parco e quello dello storico (ex) rifugio "Tirler" a Saltria, che ha pressoché triplicato la cubatura, suscitando inevitabile sconcerto e battute ironiche sul neo-eletto sindaco Andreas Colli, passato in consiglio dalle file degli ambientalisti nella Svp, superando nelle ultime elezioni l'uscente Hermann Reichhalter", ritenuto forse meno...disponibile. Ma Colli non ci sta: «La vicenda è complessa; semplificando va detto che il Tirler, "rifugio" dotato di letti a castello,, aveva diritto a un tot di stanze per ciascun letto.
Sia la commissione tutela paesaggio sia la commissione edilizia comunale avevano approvato la cubatura, comunicandolo al committente, il gruppo Rabanser. Nel frattempo però erano intervenute varianti più restrittive, che avevano indotto il mio predecessore a negare la licenza edilizia. Purtroppo però ho dovuto intervenire avendo verificato che una sentenza della Cassazione, consente l'avvio dei lavori già sulla base del primo "ok". Di fronte alla minaccia di una causa da 7 milioni di euro, una rovina per le casse comunali, ha preferito concedere la licenza. Ciò nonostante abbiamo convinto il costruttore a ridurre comunque la cubatura». «Fra tanti guai comunque - conclude Colli - ci sia concesso un punto a favore: l'imminente spostamento a valle fuori dell'Alpe dei depuratori per cui non ci saranno più dispersioni di acque reflue".
Parola del sindaco di Castelrotto Andreas Colli, dopo il duro attacco degli ambientalisti gardenesi di «Pro Seiser Alm» contro non solo il Comune, ma la stessa popolazione del centro dell'altopiano, accusata di indifferenza di fronte al dilagare del cemento sull'onda degli ormai famigerati "ampliamenti qualitativi" degli alberghi sull'Alpe. Col risultato di ritrovarsi ora, dopo anni di manica larga, con storici rifugi e malghe trasformati un superhotel o addirittura in autentici villaggi turistici.
Certo, lo stop temporaneo (il secondo in 4 anni per "pause di riflessione") appare tardivo: fuggiti i buoi è rimasto solo qualche vitellino è il risultato di anni e anni di susseguirsi di piani, norme, deroghe e palleggi fra Comune e Provincia, sotto le scontate spinte "corporative" che hanno caratterizzato il cammino degli "ampliamenti qualitativi" delle strutture esistenti, oltre nuove costruzioni. "Tuttavia, oggi, secondo il piano paesaggistico resterebbero da assegnare ancora 70 mila metri cubi - aggiunge Colli - riservati esclusivamente a strutture esistenti non ampliate (salvo l'Urthaler Seiser Alm), otto in tutto, ma pare che la maggior parte non sia interessata. Il consiglio comunale ne ha approfittato chiedendo alla Provincia di non applicare all'Alpe i parametri del restante territorio, limitando al 40% per cento eventuali ampliamenti; da Bolzano si è risposto abbassando addirittura al 20% il limite".
«Ma c'è un "ma": la normativa non è chiara nella formulazione per cui il 20% della Provincia rischia, che ci starebbe bene. rischia di risultare superiore al 40% del Comune. Dobbiamo chiarirci, per questo abbiamo congelato la situazione», ancora il sindaco. La confusione appunto: lo spirito originario dei vari progetti doveva essere quello di consentire a quelli che erano soggiorno alpini, rifugi e malghe di dotarsi di servizi essenziali elevandone la qualità e soprattutto niente nuove costruzioni. Ma le cose andate ben diversamente fra cedimenti e furbizie, quali trasferimenti di cubature con relativo raddoppio, balletto di percentuali ammesse per gli ampliamenti e così via.
Esemplari i casi dell'hotel Alpina Dolomites sorto a Kompatscher con 15 mila metri cubi ricavati dalla demolizione del più modesto ex "Dialer" per espellerlo dal Parco e quello dello storico (ex) rifugio "Tirler" a Saltria, che ha pressoché triplicato la cubatura, suscitando inevitabile sconcerto e battute ironiche sul neo-eletto sindaco Andreas Colli, passato in consiglio dalle file degli ambientalisti nella Svp, superando nelle ultime elezioni l'uscente Hermann Reichhalter", ritenuto forse meno...disponibile. Ma Colli non ci sta: «La vicenda è complessa; semplificando va detto che il Tirler, "rifugio" dotato di letti a castello,, aveva diritto a un tot di stanze per ciascun letto.
Sia la commissione tutela paesaggio sia la commissione edilizia comunale avevano approvato la cubatura, comunicandolo al committente, il gruppo Rabanser. Nel frattempo però erano intervenute varianti più restrittive, che avevano indotto il mio predecessore a negare la licenza edilizia. Purtroppo però ho dovuto intervenire avendo verificato che una sentenza della Cassazione, consente l'avvio dei lavori già sulla base del primo "ok". Di fronte alla minaccia di una causa da 7 milioni di euro, una rovina per le casse comunali, ha preferito concedere la licenza. Ciò nonostante abbiamo convinto il costruttore a ridurre comunque la cubatura». «Fra tanti guai comunque - conclude Colli - ci sia concesso un punto a favore: l'imminente spostamento a valle fuori dell'Alpe dei depuratori per cui non ci saranno più dispersioni di acque reflue".
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