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BOLZANO. In questi giorni di interregno fra la giunta comunale Spagnolli bis e l’incerto futuro prossimo venturo, in pratica tutte le commissioni comunali, ora come ora, sono sospese sine die. Soltanto la commissione edilizia, la più tecnica esistente a livello municipale, sta continuando a riunirsi e lo farà fino alla costituzione della prossima giunta comunale. (Che, dicono i maliziosi, anche fra gli stessi commissari edilizi, potrebbe anche essere fra molti mesi, ossia dopo le prossime elezioni, verso fine 2015, se la maggioranza uscita dalle urne di maggio non dovesse reggere). Ma pettegolezzi politici a parte, ad essere trattati dalla commissione tecnica (ma anche politica) in queste settimane non ci sono soltanto progetti meramente tecnici, ossia di pura routine. Ci sono infatti pure questioni di interesse per così dire pubblico, comune, allargato. E a questo punto la preoccupazione delle opposizioni, in particolare degli eco-sociali e dei grillini, c’è. Eccome. Perché in questo prolungato periodo elettorale, questo il pensiero critico espresso da entrambe le forze di opposizione alla probabile/possibile giunta Spagnolli ter, sarebbe come minimo il caso di rinviare le sedute a dopo il ballottaggio, a dopo la costituzione della prossima giunta, a dopo le dovute spiegazioni pubbliche, in maniera da sgombrare il campo da ogni e possibile dubbio sulla trasparenza delle operazioni portate avanti. Perché? Domani all’ordine del giorno della commissione edilizia ci sono cosette non da poco come, giusto per citarne tre: la demo-ricostruzione del fienile e annessi edifici di Muri Gries in via Fago; il famigerato Park Fiume a lato Talvera e la demo-ricostruzione della falegnameria Candusso di via Galilei da parte del gruppo Podini, in previsione del completamento del progetto del Twenty.
Fra i tre progetti, quello che di certo non ha visto la strada spianata come si attendevano progettisti e cointeressati e sul quale si spinge perché sia approvato hic e nunc, c’è il piano di recupero dell’ex fienile di Muri Gries, di proprietà dei padri benedettini. Giù il fienile ottocentesco, giù l’edificio accanto, fra entrata del convento su via Fago e Kulturheim Gries, su un edificio basso per negozi e servizi più un condominione con decine di appartamenti. Questa l’intenzione della committenza, supportata, anche se ufficialmente non esiste assolutamente nulla di scritto e definito, da Confcooperative e Arche im Kvw, le Acli di lingua tedesca. Un garage interrato di rotazione, ossia a ore a pagamento, da 55 posti. Più qualche decina di alloggi con altrettanti garage pertinenziali, il tutto sottoterra. Trattandosi di un progetto impattante - in realtà in commissione si sta trattando il piano di recupero della zona non il progetto vero e proprio - le grandi manovre a livello politico sono iniziate da molti mesi. Quel che è certo: la Svp di Gries ha benedetto il progetto; la circoscrizione, si era fatto intendere in commissione, pure, anche se così non era affatto. Lo ricorda Cecilia Stefanelli, candidata sindaco degli eco-sociali, ora eletta in consiglio comunale coi Verdi. «L’architetto Alessia Politi in commissione ha tentato di bloccare il progetto, non adeguato in termini di tutela degli insiemi, trattandosi della demolizione di un edificio storico». Non sarebbe trasparente, sostiene, «approvare ora quel piano di attuazione». In commissione il progetto è stato rimandato a domani per quella che più di un commissario ha giudicato una nuova cubatura «esuberante».
Non sarebbe neanche il caso di approvare altri progetti importanti, che si ha l’impressione di voler far passare a tutti i costi ora, non sapendo, politicamente, quale giunta guiderà prossimamente la città. Fra questi c’è sicuramente il doppio parcheggio interrato voluto dalla coop Park Fiume, anch’esso in commissione domani. E Podini all’ex Candusso, pure domani. «Che fretta c’è?», si chiede Mariateresa Fortini, neoeletta consigliere comunale dei grillini.
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