BOLZANO. Tanto rumore (nella Svp) per nulla. La Svp ha ritirato ieri pomeriggio il disegno di legge sul limite dei mandati del presidente provinciale. La limitazione, voluta dal presidente Arno Kompatscher, verrà inserita nella legge elettorale complessiva, di cui quindi si torna a parlare. Questa la decisione. Ironizzano i Verdi: «La montagna questa volta non ha partorito neppure il topolino». Il limite dei mandati del presidente, che oggi non esiste a differenza di assessori provinciali e sindaci, è un punto qualificante della politica di rinnovamento promessa da Kompatscher. Ma la Svp si è avvitata in una discussione, sfociata mercoledì nell’annuncio di Thomas Widmann che non avrebbe votato a favore di una legge che avrebbe consentito a un eletto di stare per 30 anni in giunta, 15 anni come assessore e 15 come presidente. Aveva annunciato invece il voto a favore Josef Noggler, (Svp) che nei giorni scorsi aveva proposto 15 anni massimi di mandato tra assessore e presidente. Ufficialmente la legge poteva contare sui 18 voti necessari, perché il Pd avrebbe votato a favore, come comunica Roberto Bizzo. La Svp non è però andata alla conta. Quando le opposizioni hanno presentato una serie di ordini del giorni su temi elettorali, Kompatscher e la Svp hanno chiesto di ritirarli «in attesa di una legge elettorale organica». A quel punto, racconta Ulli Mair (Freiheitilichen), «abbiamo detto che eravamo d’accordo, purché anche Kompatscher ritirasse il disegno di legge». Primo a lanciare la proposta è stato Andreas Pöder (BürgerUnion) . Ancora Ulli Mair: «La Svp ha accettato e va bene così, perché permettere 30 anni di presenza è assurdo: non si può nemmeno chiamare limite dei mandati. Discuteremo di tutto, anche della elezione diretta del presidente provinciale, la nostra battaglia». Gli ordini del giorno riguardavano l’elezione diretta del presidente provinciale (Freiheitlichen, e Noggler si è dichiarato interessato), il vicepresidente del gruppo italiano (Alessandro Urzì di Alto Adige nel cuore chiede che venga eletto il consigliere eletto con il maggior numero di preferenze personali nella lista elettorale con il più alto numero di candidati del gruppo italiano) e lo spoglio dei voti da avviare il giorno stesso delle elezioni (proposta di Stf). Kompatscher ha annunciato di essere d’accordo a discutere insieme tutta la tematica elettorale, «purché nella nuova legge entri la limitazione del mandato del presidente». Steger ha posto come condizione i tempi brevi: «La nostra legge è stata ritirata con la condizione che una nuova legge elettorale sia pronta entro la prima metà della legislatura». Si tornerà a parlare anche del sistema elettorale? «Certamente», risponde Steger. Avere ritirato la legge è una sconfitta di Kompatscher, incalzato dai malumori di una parte del gruppo Svp? «No», risponde Steger, «solo Widmann aveva annunciato il voto in difformità dal gruppo. L’obiettivo del presidente Kompatscher è arrivare alle prossime elezioni provinciali con un limite dei mandati anche per il presidente, e ci sarà». Ironico Riccardo Dello Sbarba (Verdi): «È finito tutto a tarallucci e vino, in attesa, ovviamente, di una "legge organica”. Immorale fine di una legge presentata come il passo decisivo della moralizzazione della politica». Soddisfatta Eva Klotz (Stf): «Diamoci il tempo necessario: non dobbiamo rendere conto a nessuno di quante leggi abbiamo approvato». (fr.g.)
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