BOLZANO. Cosa fare a Bolzano? Unire le forze e smetterla di litigare. Ieri il richiamo di Matteo Renzi a porre fine al correntismo è stato forte e chiaro. Lo ha rivolto persino ai suoi nel corso dell’assemblea nazionale Pd. Presente una delegazione altoatesina, composta da Mauro De Pascalis, Ilaria Piccinotti e Alberto Ghedina. In sala anche la deputata Luisa Gnecchi che ha pure presentato un ordine del giorno sul tema degli esodati, passato insieme ed altri due documenti (regole assembleari ed occupazione). «In pratica il documento impegna il Pd nazionale a promuovere, sia in sede governativa che parlamentare, ogni possibile azione per risolvere la problematica degli esodati e correggere le oggettive rigidità per l’accesso alla pensione, introdotte con la legge Fornero del dicembre 2011», così la deputata altoatesina. Ma l’occasione dell’assemblea nazionale è servita soprattutto a spronare i presenti sulla strada dell’unità del partito. E dalla capitale a Bolzano il passo, in questi casi, può essere piuttosto breve. Tanto più che a Roma iniziano a chiedersi come sistematicamente il Pd in Alto Adige raccolga alle elezioni provinciali e comunali circa 10 mila voti in meno rispetto agli stessi elettori che votano per le politiche o per le europee.
Da segnalare che ancora nel viaggio all’andata Piccinotti e De Pascalis twittano un messaggio di unità tra renziani e cuperliani. Uscito dall’assemblea, ecco il commento di De Pascalis: «C’è stato un forte rilancio dell’unità del partito a partire proprio dai territori». Unità sui contenuti, con i cuperliani felici per la scelta di Renzi di continuare a chiamare feste dell’Unità le feste del Pd. Abile mossa del premier, per quanti sentono dentro il partito un’aria molto «democristiana». «Stop alle correnti e soluzione di problemi concreti», così Ilaria Piccinotti. Belle parole e intenti ancora più preziosi. Ma intanto per ora a Bolzano ci si è limitati ad una tragua armata, che ha bloccato l’azione del partito. Come recuperare uno spirito unitario? «Basta che Liliana Di Fede e Mauro Randi - come figure di spicco delle due aree - si mettano d’accordo, come era previsto, tra il resto, per una gestione unitaria del partito, ovvero devono costantamente cercare l’unità su tutte le tematiche di cui si discute, anche perché questa è la linea del Pd nazionale, oggi di Renzi, ma in passato anche di altri leader», risponde Luisa Gnecchi.
La deputata altoatesina è contenta per il mantenimento delle feste dell’Unità e sogna che Sel entri nel Pd. «Mi fermo qui, mi occupo di lavoro e pensioni: è il tema che conosco meglio», chiude Gnecchi. Matteo Orfini, leader dei «giovani turchi» viene eletto alla presidenza a stragrande maggioranza. «Ecco lo spirito del Pd deve essere questo, includere, e quando viene fatta la sintesi il partito deve seguire compatto la decisione», spiega Piccinotti. Vallo a spiegare in piazza Domenicani. Nell’ultima settimana da più parti è affiorata la richiesta di una maggiore apertura del Pd a forze anche esterne al partito e ad una maggiore partecipazione del cittadino-elettore alle scelte dei Democratici. «La strada segnata da Renzi è questa e le vicende politiche gli stanno dando ragione», chiude Ilaria Piccinotti tornando da Roma con una conferma: «Matteo il 5 luglio sarà in Alto Adige». In quella data il premier si incontrerà a Castel Presule con il cancelliere austriaco Faymann.

