BOLZANO. La solidarietà non si ferma, soprattutto a Natale. Tante le iniziative che in silenzio sono state portate avanti da associazioni, istituzioni, privati cittadini che hanno scelto di riempire questa giornata di senso.

Il miglior modo per sentire che, al di là del consumo e dei banchetti quel sentimento speciale che riscalda le anime e i cuori. Così dall’ospedale ai centri d’accoglienza, dalla strada alle lungodegenza, dai gruppi di volontariato alle scuole, tutti in qualche modo si sono dati da fare per portare il loro piccolo contributo a chi soffre, e a chi in questa giornata rischia di sentirsi davvero ancora più solo e abbandonato.

Tra le iniziative, sicuramente, una delle più toccanti è stata quella del coro dei “Canarini” formato dagli alunni delle scuole medie “Dante Alighieri” e guidato dalla maestra Tiziana Sottovia che nella mattina del 23 hanno cantato al Reparto di Ematologia dell’ospedale di Bolzano. L’iniziativa è stata promossa dall’AIL (Associazione italiana leucemia), che ha così cercato di portare po’ di serenità natalizia ai pazienti ricoverati e festeggiando così il Natale con chi purtroppo non lo potrà passare a casa assieme ai propri cari a causa della malattia.

I volontari della mensa Clab hanno portato i pasti profughi dei vari centri di accoglienza: 780 pasti sono stati cucinati e consegnati sia la notte della vigilia che il pranzo di Natale. «I volontari si sono messi a disposizione per dividere il panettone con chi ha più bisogno dalla mattina del 25 dalle 7 di mattina fino all’13.30 del pranzo». Dice il presidente Sante Giandon, che ogni anno da venticinque anni distribuisce centinaia di pasti ai bisognosi. Sempre nell’ambito della consegna dei pasti, anche i privati si sono attivati come Pizzacall Bolzano, che ha consegnato la notte prima della vigilia pizze, bibite e panettone per bambini ricoverati nella pediatria dell’ospedale di Bolzano e ai loro genitori.

Altri, come gli operatori del centro Odos che si occupa di reinserire nella società persone che hanno scontato una pena detentiva, hanno preferito organizzare cenone e pranzo di Natale con gli ex detenuti che vivono nella casa comune: «Di solito i pasti vengono fatti arrivare dall’esterno, ma per Natale abbiamo voluto fare una cosa diversa - sottolinea uno degli educatori, Andrea Cappelletti, che da 15 anni lavora nel centro- abbiamo fatto la spesa insieme con alcuni di loro, e poi abbiamo cucinato sia il 24 sera sia il 25 con i ragazzi, qualche familiare e alcuni ex ospiti con i quali siamo rimasi legati». Un segno di pace arriva anche dai gruppi giovanili dei corpi volontari di Aslago Oltrisarco e Bolzano che hanno portato nella caserma del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano la luce di Betlemme, dove verrà custodita e donata ai volontari per tutto il periodo natalizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA