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BOLZANO. «Agli immigrati bisogna avere il coraggio di dire chiaramente “Non abbiamo posto per voi”: e “Non provateci neanche”». Questa è una delle frasi più chiare e nette pronunciate ieri al «Luna» di Bolzano da Heinz-Christian Strache, leader della Fpö, il partito dell’estrema destra austriaca che ha indotto anche i moderati – vista la vicinanza delle elezioni presidenziali, che si terranno il 24 aprile, con ballottaggio il 22 maggio – a insistere sul modello Spielfeld e a prevedere una rete metallica anche al Brennero. Ormai è solo una questione di settimane.
«Se sapessero che non ci sono chance di entrare starebbero a casa loro e smetterebbero di arrivare a centinaia di migliaia con tutti i rischi che ne conseguono per i cittadini dell’Unione europea. Che non ne possono più di questa tollerenza ingiustificata. Di questi stranieri a caccia di sussidi. In nove casi su dieci non hanno nemmeno i requisiti per vedersi riconoscere lo status di rifugiato».
Strache, viennese di 46 anni, ha grandi capacità oratorie (proprio come il leghista Matteo Salvini) ed è stato a lungo il delfino di Jörg Haider, almeno fino al distacco politico e personale del 2005. Poi il leader dagli occhi di ghiaccio dell’estrema destra austriaca ha iniziato a fare breccia soprattutto tra gli operai stanchi della sinistra ma anche tra i giovanissimi, al punto che gli ultimi sondaggi lo accreditano addirittura oltre il 30 per cento. Il suo Fpö potrebbe diventare il primo partito austriaco e i moderati solo rincorrendolo e facendo fronte unico possono sperare di confinarlo ancora all’opposizione. Anche ieri ha fatto capire a chiare lettere che il suo modello è l’ungherese Viktor Orban, che recentemente ha annunciato un referendum sulle quote dei migranti nell’Ue.
«Il leader magiaro è l’unico politico che si stia dimostrando davvero in grado di difendere i confini dell’Unione Europea e i suoi residenti. L’Ungheria ha eretto barriere ai confini con la Serbia e la Croazia e ora sta portando avanti i preparativi per fare lo stesso al confine con la Romania. È davvero tempo di smetterla con la politica del benvenuto ai migranti della cancelliera tedesca Angela Merkel. Abbiamo visto dove ha portato l’Austria e la Germania ma anche molti altri Stati del Nord. Siamo arrivati al punto che centinaia di migliaia di persone sbarcano in Europa e si scelgono lo Stato in cui andare in base all’ammontare dei sussidi. E c’è ancora chi vorrebbe dare loro la libertà di scegliersi il Paese con il miglior sostegno economico».
Non manca nemmeno una stoccata all’Italia, che secondo Strache finora ha portato avanti una politica autolesionistica dell’accoglienza. Che ha indotto l’Austria a prevedere reti metalliche anche al Brennero. E proprio di Roma il leader dell’Fpö, e il suo braccio destro del Tirolo, hanno detto di fidarsi “poco o nulla”.
«Se l’Italia farà i compiti a casa non avremo problemi nemmeno al Brennero, ma se la situazione dovesse precipitare è giusto prevedere un piano d’emergenza, anche erigendo reti metalliche».
All’occorrenza l’Fpö è pronto anche a manifestare al confine italo-austriaco e a far sentire la sua voce. Poco importa se il ripristino dei controlli sia fortemente osteggiato anche dai sudtirolesi di lingua tedesca. «Gli stati europei, compresa l’Italia, si stanno comportando tutti come passatori, consentendo l'ingresso e il transito a persone senza documenti».
Secondo Strache, con la chiusura della rotta dei Balcani e con l'arrivo della bella stagione «tra i 4 e i 6 milioni di africani sono pronti a partire, per raggiungere l'Europa via mare».
Per il leader dell’Fpö è finito il tempo del buonismo e della tolleranza e servono strategie radicali. L'Europa ha una sola possibilità: dovrebbe seguire l'esempio dell'Australia e del cosiddetto ”no way”, ovvero del «restate a casa e non provateci neanche».
Il leader dell’estrema destra austriaca si è soffermato, poi, anche sulla questione altoatesina. Nel corso degli ultimi tre giorni di clausura ha incontrato, tra gli altri, lo Schützenbund ma anche Südtiroler Freiheit. Si è detto felice anche del franco scambio di opinioni con l’ex governatore altoatesino Luis Durnwalder («il suo punto di vista continua ad avere un certo peso»), mentre si è dichiarato deluso dal fatto che Kompatscher abbia declinato il suo invito. «Solitamente se un partito politico si ritrova per un congresso a casa tua non è davvero cortese scansare anche un semplice scambio di opioni».
Per quanto riguarda i temi caldi dell'Alto Adige, Strache ha ribadito il suo sì convinto all'autodeterminazione del Sudtirolo e al doppio passaporto. «Presto saremo il primo partito in Austria. Una volta al governo ci impegneremo da subito affinché la funzione di potenza tutrice dell'Alto Adige venga inserita nella costituzione austriaca», ha aggiunto Strache.
L’arrivo di Strache a Bolzano è stato accompagnato anche dalla Digos, che ieri ha scortato il leader dell’estrema destra austriaca dall’inizio alla fine della conferenza. In sala, peraltro, c’erano solamente giornalisti (soprattutto di lingua tedesca), ma nessun politico. Ufficialmente a strizzare l’occhio a Strache c’è solo il partito della Klotz, oltre allo Schützenbund, che come il leader dell’Fpö è su posizioni ultraconservatrici.
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