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VAL BADIA. Accogliendo il ricorso presentato da Legambiente e dai protezionisti del Dachverband, il Tar di Bolzano ha per la seconda volta bloccato la strada per malga Antersasc.
Accolta con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste, la sentenza spiega che la zona gode di una triplice protezione, in quanto all’interno di parco naturale, in quanto sito di Natura 2000 e in quanto parte del patrimonio mondiale riconosciuto e salvaguardato dall’Unesco.
La sentenza riporta il parere di un esperto in materia ambientale, secondo cui “la strada comporterebbe un aumento della pressione antropica, anche se il transito venisse circoscritto al solo proprietario della malga”. E, a proposito del proprietario, che ha reclamato la necessità del tracciato, l’esperto spiega che “la mancata realizzazione della strada non dovrebbe esser vista come una penalizzazione, perché proprio la sua assenza dona al posto una caratteristica di unicità che altrimenti andrebbe persa. Nell’ambito della malga ristrutturata, il proprietario avrebbe la possibilità di svolgere, oltre alle mansioni prettamente pastorali, anche un’attività agrituristica che, in un ambiente incontaminato e trasformato a “testimone vivo di un passato storico” potrebbe fiorire”.
Il Tar di Bolzano, in maggio, aveva prolungato fino all’udienza del 3 dicembre, la sospensiva dei lavori per realizzare la strada in valle di Antersasc e la giunta provinciale aveva deciso di non resistere in giudizio contro la decisione del Tar in merito alla vicenda Antersasc. In precedenza, con una delibera, la giunta aveva deciso di procedere con la costruzione della strada che avrebbe dovuto avere 2,5 metri di larghezza ed essere accessibile soltanto al proprietario della malga Antersasc per portare il foraggio agli animali.


