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MERANO. La fantasia dei meranesi, in particolare dei protezionisti dell'Heimatpflegeverein, non conosce confini al punto che all'ufficio tecnico comunale sono depositati ben 62 proposte di intitolazione di strade e piazze a personaggi illustri. A questi nomi vanno poi ad aggiungersi le 13 proposte presentate l'altro giorno da "m=uck", il gruppo di operatori culturali attivi in città tra biblioteca museo, Merano Arte e Mairania. Non per ultimo la proposta del Pd di intitolare una via anche a Elena de Salvo, ebrea deportata nei campi di concentramento della Germania di Hitler durante la seconda guerra mondiale.
In tutto settantasei nomi di personaggi che attendono di vedere il loro nome su un cartello stradale. Ma a tanta fantasia non corrisponde, sul fronte degli amministratori comunali altrettanta voglia di esporsi e di scegliere la denominazione di luoghi che possano far riconoscere l'identità meranese. E non è neppur vero che in fondo, come ha detto anche l'altro giorno il sindaco Guenther Januth, di luoghi o strade da intitolare ce ne siano pochi. Quante sono le vie, i passaggi, le piazze, gli impianti pubblici che a Merano attendono una intitolazione? A guardare bene sono parecchi, ma il difficile esercizio di individuazione e attribuzione di nomi fino a oggi ha sempre tenuto lontani i politici meranesi, che temono di doversi confrontare con il bilancino etnico e linguistico.
Ed ecco che allora tre parchi da anni attendo una loro identità: il parco Maia di via Schaffer, il parco Tessa e il parco della stazione, tutti luoghi pubblici che per comodità vengono riconosciuti con il nome della via o del luogo dove si trovano. Stessa sorte per quattro parchi gioco situati al rione Marlengo, al rione Santa Maria Assunta, a Sinigo e in piazza San Vigilio. Ma come non parlare poi della scuola materna Tessa, del centro della cultura di via Cavour o ancora del poligono di tiro o dei campi sportivi della confluenza, di Sinigo, del campo Lahn o del Foro Boario? Ma anche gli stessi impianti gestiti da Meranarena non hanno un nome: palaghiaccio, piscina coperta, camping, circolo tennis, Palamainardo.
Sul fronte delle strade o delle piazze l'assenza di una denominazione è meno rilevante, anche se solo alcuni anni fa per non esporsi, si scelse di intitolare la nuova zona abitativa costruita tra la fabbrica Torggler e il rione Marlengo con il nome Burgraviato. Come dimenticare poi l'ovvietà di piazza Terme, uno dei luoghi d'incontro più importanti di Merano, che non si è scelto di intitolare a una personalità. Nemmeno monsieur Jacques de La Palice avrebbe saputo fare di meglio.
Tra corso Libertà e via Portici esistono addirittura sei passaggi pedonali che non hanno un nome, lo stesso tunnel sotto piazza Terme, da quando l'omonima via è stata interrata è rimasto senza denominazione.
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