BOLZANO. Hanno saputo dell’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo - costato la vita a 10 persone, altre 45 sono rimaste ferite - mentre erano sull’autobus che dall’aeroporto di Monaco di Baviera li stava riportando a Bolzano. Molti ragazzi, stanchi dal viaggio studio e dalle tante emozioni vissute in Russia negli ultimi giorni, ieri pomeriggio stavano dormendo. A risvegliarli di soprassalto sono stati una pioggia di sms, whatsapp e telefonate di genitori, amici, pure della segreteria della scuola bolzanina. «L’abbiamo proprio scampata», racconta l’insegnante di russo dei ragazzi di quarta del liceo Walther von der Vogelweide di via Diaz, Lina Kornilova. È stata lei la prima ad avere notizie per via dei numerosi parenti amici e conoscenti a San Pietroburgo: «Mi hanno telefonato per chiedermi se ero partita e mi hanno raccontato cosa era successo».

Non hanno visto niente, per fortuna a loro non è successo nulla, e per tutto il volo di ritorno da San Pietroburgo, prima dell’atterraggio a Monaco di Baviera, non avevano nemmeno saputo niente. Ma l’attentato alla metropolitana ha destato grandissima impressione fra i diciotto ragazzi e i due insegnanti che li accompagnavano. Studiano russo al linguistico tedesco da quattro anni, erano in viaggio studio in Russia, al mattino frequenza a scuola per un totale di venticinque ore, poi programma culturale e visite alla città.

«E in effetti - racconta l’insegnante Lina Kornilova - nei giorni scorsi l’abbiamo usata più volte, la metropolitana, e lo abbiamo fatto proprio in centro, nella zona dove c’è stato lo scoppio. In città giravamo tanto a piedi, ma abbiamo usato la metro per andare da diverse parti». Purtroppo, chiosa l’insegnante, «sono cose che oggigiorno succedono ormai dappertutto, non si può avere troppa paura». Altrimenti, non si andrebbe più da nessuna parte.

Oltre all’attentato, i ragazzi bolzanini sono scampati anche al dopo attentato. Conclude Kornilova: «Abbiamo evitato la paura e molte altre cose. I miei conoscenti mi hanno spiegato come tutto sia stato chiuso. Si stanno controllando tutte le linee della metropolitana, la città è bloccata». Sono le cinque del pomeriggio, poche ore dopo l’attentato. «Ci sono dei miei parenti che impiegano due ore per tornare a casa, e ora non sanno come fare».

I bolzanini, invece, sono partiti da scuola alle 6, dopo essere usciti di casa alle 5.45. Dopo il check in, alle 9.30 il volo, alle 16 e qualcosa sono arrivati a Bolzano. Sani e salvi. Poteva andare molto molto peggio. Ad altri è andata molto peggio.