Bolzano. Il governo ha deciso nella notte di rinviare all’11 gennaio il rientro in classe delle scuole superiori. Le regioni vanno in ordine sparso. L’Alto Adige si smarca da Roma e tiene fermo il rientro per domani, fissato nella nuova ordinanza firmata dal presidente Arno Kompatscher, con presenza fino al 75%. Altri presidenti prendono tempo e spostano il rientro a fine mese. I contagi restano alti: ieri altri 148 tamponi Pcr positivi e 407 antigenici, per un totale di 555 casi. «Siamo coraggiosi a fare questo passo, ma abbiamo lavorato per garantire il ritorno in classe in condizioni di sicurezza», assicura l’assessore Philipp Achammer. Questa la sua presa di posizione sulla discordanza rispetto alle indicazioni del governo: «La confusione è provocata da altri, non da noi. C’era un Dpcm che prevedeva per il 7 gennaio il rientro delle superiori al 75%. Nella notte è diventato l’11 gennaio e il 50%». Screening settimanali e piano dei trasporti sono i pilastri rivendicati dalla giunta per la ripartenza delle scuole superiori. Non si poteva più aspettare, sottolineano Achammer, Giuliano Vettorato e Daniel Alfreider. «I ragazzi delle superiori sono alle prese con la didattica a distanza da ottobre, è tutta socialità negata». Achammer cita studi nazionali secondo cui il 28% degli studenti accusa difficoltà con la didattica a distanza, «non possiamo trascurare l’importanza dal punto di vista psicologico degli scambi interpersonali». Da domani dunque a scuole materne, elementari e medie si aggiungono le lezioni in classe per scuole superiori e professionali. La formula adottata è dal 50% al 75%, che potrà essere modulabile in base alle diverse realtà, con precedenza per laboratori e attività formative. Per la scuola di lingua italiana il rientro riguarderà 8.149 studenti di 518 classi.

Gli screening

Tenute ferme le regole di sicurezza che valgono per tutti, tra cui le mascherine obbligatorie oltre i sei anni, il ritorno in classe delle scuole superiori e professionali verrà accompagnato dagli screening con tamponi antigenici, previsti per le scuole di ogni ordine e grado. «È prevista una attività di monitoraggio settimanale su base volontaria, per rilevare eventuali nuovi casi di positività al Covid-19. Ad essere coinvolti, attraverso un test antigenico settimanale, saranno 900 insegnanti e 300 studenti. L'obiettivo è garantire il coinvolgimento, graduale, di tutti gli istituti sul territorio», riferisce Vettorato Per evitare assembramenti, le superiori avranno ingressi scaglionati dalle ore 7.40 alle 8.40. Per le lezioni, informa il sovrintendente Vincenzo Gullotta, «la durata può variare da 45 a 60 minuti, dipende dalle scuole, dalle delibere di consiglio di istituto, dalla offerta formativa. In totale per ogni disciplina è garantito il numero di ore massime annuali stabilite dalle indicazioni provinciali».

Lo strappo da Roma

La via autonoma rispetto a Roma è in realtà ridotta. Domani e venerdì le superiori riprenderanno con un orario provvisorio, mentre dall’11 gennaio è previsto l’orario definitivo.

Dal governo non si attendono reazioni negative. Al contrario. «C’è stata una telefonata del presidente Kompatscher con il ministro Francesco Boccia», riferisce l’assessore Daniel Alfreider, «Abbiamo riferito il nostro piano per le scuole superiori e il trasporto pubblico, la sua reazione è stata assolutamente serena».

Il piano per bus e treni

Alfreider ha presentato ieri il piano per il trasporto scolastico elaborato dall’assessorato con Commissariato del governo, Consorzio dei Comuni, scuole e forze dell’ordine. Sul trasporto pubblico le regole impongono una capacità massima del 50%, che sale all’80% per il trasporto scolastico. Ecco allora che sono previste corse che verranno riservate solo agli studenti. Il trasporto è uno degli snodi più critici per contenere i contagi. Grazie anche a contratti con le società di trasporto, sono previsti 180 bus aggiuntivi, per circa 380 corse in più al giorno. «Distribuire i passeggeri nel modo più uniforme possibile tra i diversi autobus sulla stessa tratta è estremamente importante. Contiamo sulla collaborazione degli studenti. Anche il fatto di prendere sempre lo stesso autobus contribuisce in modo significativo a sfruttare al meglio la capacità disponibile», così Alfreider. Per questo motivo, gli scuolabus sono contrassegnati e numerati con una "S" o con la scritta "Trasporto degli alunni".

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