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BOLZANO. Adan ha finalmente trovato la Pace. Dopo essere scampato ai bombardamenti dell’Isis che hanno distrutto la sua città, in Iraq, e portato via una sorellina di 7 anni, dopo essere riuscito a fuggire con la sua famiglia dalla sua terra martoriata dalla guerra, dopo aver trascorso una vita intera a combattere una malattia subdola come la distrofia muscolare e dopo essere morto nella città a cui, inascoltato, aveva chiesto aiuto, ieri, Abdullah Hossein, il profugo tredicenne curdo, è stato sepolto nel cimitero di Bolzano. È accaduto a due mesi di distanza dalla fine della sua Odissea terrena e ieri è stato finalmente accolto dalle braccia di Madre Terra a cui la sua povera mamma, annichilita dal dolore, ha tentato fino all’ultimo di strapparlo. Una cerimonia straziante, quella svoltasi al camposanto di via Maso della Pieve. Presente l’intera comunità curda bolzanina, Feysel Hamadmaruf, il presidente dell'Associazione culturale curda Diaco (lui e la sua famiglia hanno accolto e ospitato i connazionali nei giorni immediatamente successivi alla tragedia) e i volontari di Sos Bozen, che hanno letteralmente sorretto il papà, la mamma e i fratellini di Adan, saliti da Trento, dove ora vivono, per questo ultimo, straziante momento. Presente l’assessore comunale l’assessore Sandro Repetto, la cerimonia celebrata dall’Imam e iniziata in leggero ritardo, è stata breve e toccante. La madre di Adan l’ha seguita piangendo e rimanendo abbracciata al feretro del suo bambino. Grandissima la commozione quando, finita la preghiera, la donna, disperata, ha chiesto e ottenuto di poter vedere per un’ultima volta il suo bimbo. Trasgredendo al regolamento, la bara di Adan è stata riportata nella camera mortuaria e aperta per dare modo alla mamma di guardare e accarezzare il figlio. Il breve corteo s’è poi inoltrato nel cimitero, raggiungendo l’area più ad est, quella riservata alle sepolture di fede musulmana. Lì, il distacco, l’addio, la disperazione. Anche Ubaldo Bacchiega, referente del sindaco per i problemi dei disabili, ha voluto partecipare ai funerali, anche lui colpito dalla morte del ragazzino di 13 anni, ma sempre battagliero. «Incredibile, l’assessora provinciale Martha Stocker va alla commemorazione dei dinamitardi, ma non si è fatta vedere qui per l’addio a Adan. Chiedo che la Provincia tolga la circolare Critelli e che nel punto in cui Adan è caduto con la sedia a rotelle in piazza Verdi si faccia qualcosa di tangibile, per evitare che questi episodi si ripetano» così Bacchiega.


