PHOTO
BOLZANO. Primi effetti del «giro di vite» del Comune nei confronti dei mendicanti. Ieri pomeriggio gli agenti della polizia municipale hanno multato una donna di colore che stava chiedendo l’elemosina nella zona di via Bottai ad una distanza inferiore ai tre metri dai negozi del Centro. Immediato è scattato il controllo, a cui è seguito anche il verbale con una sanzione di 50 euro. Difficile dire se, poi, la contravvenzione sarà effettivamente pagata, visto che si tratta (solitamente) di persone senza fissa dimora che arrivano in treno da Trento o Verona. La nuova stretta voluta dal sindaco Spagnolli per rispondere alle pressanti richieste degli esercenti non consente, tra l’altro, di sequestrare il denaro ricavato con l’elemosina. Al limite i vigili urbani possono sequestrare il “fischietto” o gli altri strumenti utilizzati per attirare i passanti e chiedere un’offerta in denaro. Il comandante della polizia municipale Sergio Ronchetti conferma che il problema esiste. «Solo nell’ultimo mese i miei uomini hanno inflitto venti contravvenzioni. Si tratta, in prevalenza, di cittadini di colore che fanno i pendolari e arrivano a Bolzano in treno da Sud. Sono presenti soprattutto la mattina e rientrano dai luoghi di provenienza nel primo pomeriggio».
È difficile dire se con la riduzione della distanza (tre metri al posto di cinque) e con l’inclusione dei negozi nell’ordinanza le cose cambieranno o meno. Di sicuro il primo cittadino voleva dare un segnale. Anche nel suo partito c’è peraltro chi non è per la “tolleranza zero”. Ieri l’ex segretario provinciale Antonio Frena ha ironizzato su twitter: «Spezzeremo le reni ai poveracci ;) Il nuovo corso di #bolzano città nuova :)».
Tra gli assessori della maggioranza anche Gallo ha sempre fatto capire a chiare lettere di non condividere la linea dura contro chi fa l’elemosina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


