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BOLZANO. Originariamente i progetti di studentati che hanno partecipato al bando del Comune erano quattro, alla fine ne sono rimasti due. In tutto 580 posti letto: un'importante boccata d'ossigeno per chi s'iscrive all'Università di Bolzano e oggi incontra enormi difficoltà a trovare una sistemazione a prezzi accessibili. Anche se la richiesta dell'ateneo ne prevederebbe 150-170 in più.
580 posti letto
La giunta comunale ha dato il via libera alla stipula di due convenzioni (ai sensi della legge provinciale Territorio e Paesaggio 9/2018) per la realizzazione di altrettanti studentati in zona produttiva.
Una con la società Habitat spa, che fa capo al gruppo Tosolini, per l'immobile di viale Druso/piazza Adriano per la realizzazione di 210 posti letto; l'altra con la società Demeter srl per un immobile da costruire in via Siemens/via Volta per altri 370 posti.
In piazza Adriano saranno pronti per l'anno accademico 2025-'26, perché l'edificio c'è già e si tratta semplicemente di adattarlo alle nuove esigenze. Mentre in via Siemens si parla di una nuova costruzione, per cui i posti letto non saranno a disposizione prima dell'anno accademico 2026-'27.
Le convenzioni in questione prevedono il divieto di cambiare la destinazione dell'edificio per almeno 20 anni con annotazione del relativo vincolo nel libro fondiario. Prezzo massimo a posto letto: 600 euro al mese.La giunta ha formalmente preso atto che le proposte di creazione di studentati in zone produttive delle ditte Straudi s.p.a. e Decor s.r.l. sono da ritenersi nulle per l'indisponibilità a procedere con la stipula della relativa convenzione.
Chiarezza sui numeri
L'annuncio del via libera alle due convenzioni, è stato l'occasione per il sindaco Renzo Caramaschi e il vice Stephan Konder, che ha anche la competenza sull'Urbanistica, per chiedere ad Università e Provincia che il Comune sia coinvolto maggiormente e soprattutto in anticipo nelle scelte per quanto riguarda l'apertura di nuove facoltà. Non solo: si chiede di avere una quantificazione esatta dei posti letto che serviranno in futuro per poter pianificare lo sviluppo territoriale del capoluogo.
«Noi - ha detto Caramaschi - non siamo i camerieri della Provincia, nel senso che a palazzo Widmann si decide e noi dobbiamo eseguire. Com'è avvenuto appunto con gli studentati. La Provincia aveva originariamente avocato a sé la competenza; salvo poi - quando si è resa conto delle difficoltà - scaricare sul Comune. E noi ci siamo trovati a fare le corse per riuscire a rispondere al bisogno di posti letto per gli studenti».
Gli studenti stranieri
Il vicesindaco Konder ha quindi toccato un tasto delicato: riguarda gli studenti che si iscrivono all'Università di Bolzano e il valore aggiunto per l'Alto Adige. «Vista l'enorme difficoltà che tutti a Bolzano hanno a trovare casa anche per le limitate disponibilità di terreno, bisogna chiedersi che valore aggiunto portano al nostro territorio, studenti che ad esempio arrivano dalla Germania e una volta laureati se ne vanno. A mio avviso è giusto fare di tutto e di più - considerato l'enorme bisogno di diplomati e laureati - per dare loro una sistemazione abitativa, purché però rimangano qui, una volta completato il ciclo si studi».
Non c'è solo Bolzano
Ma Konder si è spinto anche oltre: «Se si vogliono aprire nuove facoltà, che presuppongono anche la predisposizione di ulteriori posti letto - ovvero la parte più complicata per una città come Bolzano - forse è bene che si cominci a prendere in considerazione l'ipotesi di andare a costruire anche fuori Bolzano. Non si può concentrare tutto e sempre nel capoluogo».


