BOLZANO. Proteste fuori, proteste dentro il consiglio regionale con i cartelli. «Vergognatevi». Un gruppo di cittadini ha accolto così i consiglieri arrivati ieri a Trento per il voto alla nuova giunta regionale. «Vergognatevi» del maxi bonus elargito a consiglieri ed ex consiglieri in cambio della riduzione a «soli» 2800 euro netti del vitalizio che incassano o incasseranno. Mai stata così alta la pressione contro i costi della politica, con cittadini, associazioni di categoria e base dei partiti in sobbuglio, perché si rifiutano di capire i conguagli milionari.

La legge è nata nella precedente legislatura, ma sono Ugo Rossi (neo presidente regionale) e Arno Kompatscher (il suo vice) che si sentono presi d’assedio dai battaglioni anti-casta. «Ci muoveremo», promettono. Nel giro di poche settimane verrà stesa una legge per salvare il salvabile, ridurre i mega bonus. La strada sembra in salita, ma i due governatori qualcosa devono fare, soprattutto Kompatscher, che si sfoga, «questa è la bella eredità che mi trovo a gestire». La situazione è «una vergogna», gli fa eco il capogruppo Svp e Obmann di Bolzano Dieter Steger, alle prese con la protesta degli iscritti.

Kompatscher e Rossi hanno inserito il loro impegno nella relazione programmatica letta da Rossi, poi nella pausa pranzo hanno convocato una confereNza stampa per ribadire il concetto e in mattinata il presidente del consiglio Moltrer aveva fatto un giro di opinioni con i capigruppo.

La strategia. Bonus e quote del Fondo Family sono già stati assegnati, ma si punta a un varco nel concetto dei diritti acquisiti. «Ho un parere dell’ufficio legale della provincia», spiega Kompatscher, «secondo cui in linea di massima qualcosa si può fare». I legali hanno allegato alcune sentenze della corte costituzionale (le 349/85, 173/86, 822/88 e 211/97). La percezione è che si potrà lavorare più agevolmente su chi ha maturato i diritti al vitalizio, ma non lo sta ancora percependo. Rossi e Kompatscher ieri non si sono sbilanciati. «Faremo quello che si potrà fare. Affideremo subito l’incarico ai legali perché venga steso un disegno di legge, che sarà pronto nel giro di poche settimane», anticipa Kompatscher. D’accordo Rossi: «Ne parleremo nella prima riunione di giunta». Tra le ipotesi che circolano, istituire un fondo ad hoc in cui fare confluire parte del denaro.

L’impegno. Questo il passaggio inserito nel programma della giunta regionale e letto da Rossi: «Credo sia necessario ripristinare un clima di maggiore fiducia dei cittadini verso le nostre istituzioni autonomistiche. A questo proposito penso che non sia possibile e nemmeno ci è consentito, non occuparsi del tema che anche in questi giorni è al centro delle attenzioni mediatiche e dell’opinione pubblica: i costi della politica. Mi riferisco al tema del trattamento pensionistico dei consiglieri regionali. Dovremo essere capaci di affrontarlo ancora in questa legislatura e in questa sede perché, se si è fatto molto circa il futuro, i cittadini non comprendono perché per il passato siano previsti trattamenti come quelli che abbiamo visto in questi giorni. Dovremo ricercare in questa legislatura le vie legali per affrontare il problema nell’ottica di realizzare ulteriori riduzioni, che avvicinino quei trattamenti originati da un vecchio sistema a quelli previsti per i consiglieri oggi in carica e li rendano accettabili».

Il concetto è stato ribadito più tardi nella conferenza stampa di Rossi e Kompatscher, che anticipa «se riusciremo, faremo la riforma col consenso di tutti, se no la farà comunque la maggioranza. È proprio il momento in cui la politica deve recuperare la fiducia andata persa». Kompatscher ha evidenziato come dalla nuova legislatura i consiglieri regionali siano sottoposti al regime contributivo, come qualsiasi lavoratore: «Se stanno in carica 5 anni versano contributi per 3.200 euro al mese e avranno 777 euro di pensione al mese ai 65 anni di età, e non prima. Se stanno in carica 10 anni, versando quindi un capitale di 385.000 euro l'anno, avranno ai 65 anni 1.396 euro di pensione mensile e con 15 anni da consigliere 1955 euro al mese».

Le reazioni. Pius Leitner (Freiheitlichen), uno dei beneficiati con 1,034 milioni ha chiesto «una indagine da parte della Conte dei Conti per vedere se effettivamente c’è stato un risparmio». Così Steger (Svp): «Vorremmo adeguare le pensioni a quelle dei dipendenti statali e vorremmo un adeguamento retroattivo delle disposizioni esistenti. E’ una vergogna e dovremo imboccare una strada equa che non sia caratterizzata da populismo».

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