BOLZANO. «Sì, è vero: la Svp si è affiancata a noi sul doppio passaporto...». E in Convenzione anche sull'autodeterminazione, no? «Molti suoi esponenti pare l'abbiano fatto. Ma la realtà è che noi siamo coerenti, loro no». Ecco la sfida che lancia Südtiroler Freiheit alla corazzata Volkspartei: quando si parla di Heimat e di tutti i suoi corollari identitari, meglio scegliere l'originale. E l'originale sarebbero i nipotini di Eva Klotz che con Sven Knoll, Bernhard Zimmerhofer e soprattutto la nuova "pasionaria" Myriam Tammerle si preparano ad un 2018 da fuoco e fiamme (patrie). Innanzitutto curandosi l'asse neroverde con sfumature azzurre austriaco, soprattutto dopo l'arrivo al governo e nei ministeri chiave di Strache e della sua destra antieuropea. Tra pochi giorni, infatti, i Südtiroler Freiheit saranno a Vienna e vedranno, uno per uno, tutte le segreterie dei partiti in parlamento, facendo valere le prerogative della fratellanza politica con chi, in questo momento, sta invece preoccupando quasi tutte le cancellerie europee. Tuttavia l'obiettivo, il bersaglio grosso per l'anno che arriva resta uno, quello più a portata: il doppio passaporto. «Sì è vero - ammette il segretario Stefan Zelger - anche la Svp ci ha dato dentro. E molti suoi esponenti si sono spesi perché Vienna lo conceda. Penso a Durnwalder, ai suoi consiglieri firmatari dell'appello ad esempio... Ma il problema, per loro, è che il doppio passaporto era stato inserito tra le priorità ancora da Siegfried Brugger, quando era Obmann... E in tutto questo tempo il tema per loro era sepolto. Siamo stati noi a risollevarlo...». Anche per merito dei loro cugini austriaci. E pure la Selbstbestimmung è riemersa dalla ceneri. «Ma su questa vantiamo una assoluta priorità - scandisce Cristian Kolmann - visto che noi la reclamiamo con coerenza da sempre mentre la Svp la ritira fuori dai cassetti quando qualcun altro la pretende. Ma attenzione: per la Volkspartei si tratta di una richiesta di autodeterminazione interna, per noi è esterna. Vogliamo chiedere con un voto: volete restare con l'Italia o no?». Insomma loro sarebbero puri, la Svp spuria. Ma scusate, l'Austria non rischia di isolarsi, continuando ad insistere su doppi passaporti, referendum e immigrati? «Guardate che è il contrario - dice chiaro Kolmann, l'ideologo della destra identitaria sudtirolese - perché è la Ue che è condannata ad isolarsi dai suoi popoli insistendo nell'aprire senza criterio i confini».

Insomma, i Südtiroler Freiheit hanno scelto di declinarsi 2.0: una destra populista ma anche attenta agli umori diffusi, con meno eroi eponimi e più attenzione al rischio immigrati, al passaporto per tutte le stagioni e ad un regionalismo che dovrebbe saldare le istanze sudtirolesi a quelle catalane. Intanto, STF ha celebrato ieri il suo 2017 "estremamente positivo", con 4170 iscritti e sondaggi in ascesa e ha promesso un 2018 molto pancia a terra su comunicazione, pubblicità, social, e tutto quello che serve per farsi accreditare come contemporanei. Mentre sarà durissima la sfida coi Freiheitlichen e soprattutto il braccio di ferro tra avvicinamenti tattici e prese di distanze strategiche con la Svp, vero nemico sul terreno. (p.ca.)