MERANO. L'enigma, o se vogliamo l'equivoco, del doppio marciapiede in via Toti porta in dono ai residenti una quindicina di parcheggi gratuiti lungo la strada. Almeno temporaneamente. Della singolare questione si è occupato, sollecitato dai residenti, anche il comitato di quartiere Wolkenstein.

Una situazione che s'è venuta a creare di recente con la riasfaltatura della carreggiata nel tratto compreso fra via Leopardi e via Monte Tessa, dove da un lato si trova il muro che delimita il campo verde del centro equestre e dall'altra negli ultimi anni sono sorti prima dei condomini (costruiti da cooperative e impresa Madison) e ora è in fase di ultimazione il complesso destinato agli alloggi protetti comunali per gli anziani, il tutto sull'area ancora oggi conosciuta come "ex gas".

Operazione, quella della posa dell'asfalto, legata proprio al cantiere per le nuove palazzine contestualmente al quale è nato un nuovo marciapiede, più interno rispetto a quello precedente, che tuttavia non è stato rimosso, così raddoppiando di fatto la porzione di passaggio a uso pedonale. Ecco dunque il paradosso del doppio marciapiede.

Gli automobilisti, interpretando cotanta abbondanza di spazio come un assist per parcheggiare liberamente, non si sono fatti pregare e hanno presto preso a posteggiare sul marciapiede esterno, quello vecchio per intendersi, visto come una sorta di "zona limbo". Tanto, hanno pensato, c'è tutta la nuova striscia pedonale per camminare. Senza però considerare che, salvo specifica segnaletica orizzontale e verticale, lasciare l'auto sul marciapiede (nuovo o vecchio, esterno o interno che sia) non sarebbe consentito.

Tuttavia la polizia municipale sta tollerando la manovra, anche perché la questione a breve sarà regolamentata. Detto per inciso che nel progetto originale sarebbero previste anche delle fioriere, l'ipotesi dell'unità speciale mobilità è infatti quella di apporre cartelli e disegnare strisce che legittimino la libertà di parcheggiare, gratuitamente, i veicoli. E perché non prevederlo prima, evitando di lasciare spazio in queste settimane a dubbi e qualche polemica? Alla base vi sarebbe un corto circuito comunicativo fra uffici competenti (mobilità e strade) a causa del quale i responsabili della mobilità si sarebbero trovati davanti al fatto compiuto senza preavviso e neppure la possibilità di escogitare per tempo altri provvedimenti. Dunque si tratta di una soluzione tampone, che comunque fa felici coloro che cercano un posteggio in zona.

Per di più considerando che in un prossimo futuro, quanto vicino è difficile stabilirlo, la rivoluzione dei parcheggi in tutta la zona porterà a una proliferazione dei blue park, dunque a pagamento. Prima o poi quella fascia esterna di vecchio marciapiede è comunque destinata a sparire. Anche perché la futura viabilità prevede il doppio senso di marcia in via Toti dove la popolazione residente con il tempo è cresciuta. Il problema è che sotto quella striscia dove al momento si posteggia il terreno deve essere bonificato, alla stregua di quanto è avvenuto nel sottosuolo dei condomini poi innalzati sull'area ex gas. Tuttavia risanare, l'esperienza di quella vicenda insegna, comporta interventi consistenti e più costosi di una semplice rimozione del marciapiede.

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