MERANO. Tirato per la giacca, davanti, dietro e pure ai fianchi, in questi giorni il sindaco Paul Rösch deve mettere a prova tutta la propria pazienza. Insorgono i genitori della scuola media di Maia Alta, insorgono le opposizioni, sindacati e dipendenti della Solland Silicon per le dichiarazioni fatte dal primo cittadino in merito al futuro della fabbrica di silicio.

Sindaco Paul Rösch, duro lavoro quello di farsi capire e convincere tutti?

«Soprattutto se non si vuole capire o se ci sono degli aspetti che non sono conosciuti».

Partiamo dalla fabbrica di Sinigo, la sua idea di andare verso la chiusura ha suscitato tante reazioni negative.

«Io come sindaco non ho il potere di chiudere o rinnovare la fabbrica di Sinigo, devo difendere la sicurezza dei cittadini. E a chi mi accusa di non conoscere la storia della Memc rispondo che la mia professione è quella dello storico».

Lei dice che è meglio chiudere e ripartire con progetti nuovi, non industriali. Anche Assoimprenditori ha reagito contro le sue dichiarazioni.

«Forse mi sono spiegato male, non voglio che a Merano in futuro esistano industrie chimiche, pericolose, non progetti industriali in generale».

Ma per la Solland un futuro non c'è, quindi?

«A mio avviso no, però capisco anche la Provincia che piuttosto che spendere 150 milioni per la bonifica dell'areale e 15 milioni per portare a spegnimento gli impianti, preferisca tenere in vita la fabbrica».

Ha cambiato idea?

«No, io dico che è da irresponsabili nei confronti delle prossime generazioni mettere oggi tutto sotto il tappeto. So che la fabbrica significa anche identità, ma di questi tempi non si può fare impresa con la tradizione e guardando indietro».

È convinto che il Comune abbia fatto tutto per aiutare gli operai?

«Le nostre possibilità sono limitate. Ma l'assessore Zanella ha introdotto ad esempio l'incentivo Confidi Alto Adige e la garanzia per progetti fino a 250 mila euro con i quali possiamo aiutare i dipendenti che vogliono partire con una loro attività o le imprese ad assumere ex dipendenti Memc o le imprese dell'indotto».

Passiamo alla scuola media di Maia Alta. I genitori sono infuriati con lei.

«Temo che ci sia qualcos'altro dietro».

In che senso, sindaco?

«Per dieci anni non è accaduto nulla, tutti hanno avuto pazienza. Oggi noi dovremmo fare tutto in un anno. Qualcosa non mi quadra».

Forse non è un sindaco del partito giusto?

«Questo lo dice lei, non io».

Il problema però è innegabile e la carenza di spazi peggiorerà di anno in anno.

«Abbiamo preso l'argomento sul serio mi creda. Abbiamo chiesto alla Sandplatz srl e alla Provincia di dirci entro fine dicembre quali sono le loro proposte finali. Entro quella data anche noi decideremo cosa fare. Un mese di pazienza».

Ma perchè non avete chiuso l'accordo con le suore e la Sandplatz srl a maggio?

«Crede che non l'avrei voluto anch'io? Ci sono stati degli ostacoli».

Lei pensa alla richiesta di aumento del 30 per cento del canone di affitto?

«Uno degli ostacoli è quello, ma ce ne sono altri, che sveleremo solo a fine dicembre, quando avremo pronta la strategia».