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BOLZANO. «Con la modifica di legge che consentirà ai Comuni di decidere, con una procedura semplificata, dove prevedere le nuove piste da sci si favoriranno inevitabilmente gli impiantisti e si dà l’idea di voler fare cassa a spese dell’ambiente e della montagna»: a lanciare l’allarme è il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba - che preannuncia battaglia in consiglio sui controlli e sulle verifiche sull’impatto paesaggistico - ma oltre a lui si dicono preoccupati anche gli esponenti di diverse associazioni ambientaliste - come Klauspeter Dissinger e Andreas Riedl - ma anche amministratori comunali e rappresentanti di diverse liste civiche delle vallate ladine. «Era meglio prima - dicono tutti in coro - quando la regia era saldamente in mano alla Provincia. In questo modo c’è il fondato rischio di prevedere nuovi impianti e nuove piste senza la necessaria trasparenza e competenza».
La legge. Il governatore altoatesino Luis Durnwalder ha parlato di semplificazione e sburocratizzazione. «La Provincia introdurrà per la prima volta il concetto di zona sciistica e lascerà ai Comuni decidere dove sia meglio prevedere una pista su una data montagna. Sarà tutto più veloce, anche per le rettifiche dei tracciati e per i cambiamenti». Finora, invece, la previsione e la modifica di un nuovo tracciato doveva passare comunque sempre al vaglio della Provincia che poteva autorizzarne o bocciarne la realizzazione. «Questa impostazione - sottolinea Dello Sbarba - sembra destinata a favorire la competizione, già in atto, tra Comprensori sciistici per chi offre il carosello più lungo. E va di pari passo all’aumento dei posti letto che la Provincia sta autorizzando in tutte le aree, più e meno sviluppate dal punto di vista turistico. Per capire la reale portata reale di questa modifica di legge sarà fondamentale analizzare l’articolo relativo ai controlli. Ma da come è stata presentata da Durnwalder non promette nulla di buono».
Gli ambientalisti. I più preoccupati sono Andreas Riedl e Klauspeter Dissinger del Dachverband. «Con la scusa di una razionalizzazione - spiega Riedl - c’è il fondato rischio di accrescere la discrezionalità dei Comuni e di favorire gruppi di interesse e lobby, a partire ovviamente dagli impiantisti che avranno un argomento in più per chiedere che una pista venga realizzata su un versante di una montagna piuttosto che sull’altro. La legge andava bene così com’era e ci sfugge il vero motivo di questa modifica. Tra l’altro gli assessori all’ambiente, nei singoli Comuni, sono di nomina politica e non hanno certo la competenza dei funzionari provinciali che fino ad oggi decidevano cosa approvare e cosa bocciare». «Anche con una procedura semplificata - sottolinea Dissinger - servono comunque controlli severi».
I politici. «Fino a poco tempo fa - commenta il sindaco di Ortisei Ewald Moroder - non potevamo nemmeno spostare una pista a destra o a sinistra di 30 centimetri mentre adesso pare ci sia una discrezionalità di 500 metri su un versante o l’altro della montagna. Fatico a capire il senso di questa modifica alla legge. Sui controlli, almeno nel nostro Comune, siamo sempre stati rigorosi ma devo dire che anche gli impiantisti hanno rispettato serenamente le nostre decisioni. Forse con la vecchia impostazione veniva garantita maggiore trasparenza».
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