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BOLZANO. La "partita" sulle slot machine nei bar cittadini entrerà nel vivo questa mattina al Tar con la discussione della prima sospensiva collegiale per tre esercizi pubblici che, nonostante l’avvertimento (da parte del Comune) del rischio di incorrere in una denuncia penale, hanno deciso di tenere in ogni caso le macchinette in attesa del pronunciamento dei giudici della sezione di Bolzano del Tribunale amministrativo regionale. A giocarsi la sfida, in aula, saranno da un lato i legali del Comune e dall'altro Juri Andriollo, avvocato a cui Confesercenti ha indirizzato negli ultimi mesi poco meno di una ventina di associati.
Chi non molla. «Nei casi esaminati in precedenza dal Tar - spiega Andriollo - la sospensiva era stata negata perché i clienti che rappresentavo avevano preferito togliere o staccare le macchinette mettendosi così al riparo da possibili denunce penali (sulla cui legittimità la Procura deve ancora pronunciarsi). In concreto erano venuti meno i presupposti per concedere la sospensiva stessa».
Tra i baristi c'è chi ha deciso di non “mollare” e ha preferito andare fino in fondo ritenendo che l'impostazione data all’intera questione dal Comune e dalla Provincia non sia corretta sotto il profilo squisitamente giuridico. Senza tenere conto, probabilmente, dei possibili risvolti sociali e umani. «Sia in un caso che nell'altro quello di oggi sarà un passaggio fondamentale: qualora la sospensiva dovesse essere confermata il Comune ne dovrà trarre le ovvie conseguenza ma in caso contrario saremo noi a muoverci e a sottoporre immediatamente la questione al vaglio dei giudici del Consiglio di Stato».
I tre casi concreti. Oggi i casi in discussione davanti al Tar sono tre: quello della Caffetteria Marwa di via Claudia Augusta, del Caffè Tosca di via Duca d'Aosta e del bar Don Bosco, nell'omonima piazza, gestito dalla Mifra sas.
Resta da capire, poi, quanto sia destinata a pesare in questa vicenda la posizione che ha assunto nelle scorse settimane l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, che si è schierata per la prima volta, a sorpresa, dalla parte dei baristi e contro la rigida regolamentazione in materia adottata dagli enti pubblici altoatesini.
Linea dura del Comune. Sulla questione il sindaco Luigi Spagnolli era intervenuto in modo chiaro e netto: «I problemi sociali che le slot provocano alla collettività ricadono sulle nostre spalle e su quelle dei cittadini. La questione è davvero molto seria e sapere che per l'Avvocatura dello Stato non sono affatto un problema fa male. Lo Stato si comporta come uno struzzo». Oggi se ne discuterà in mattinata ma difficilmente i giudici si pronunceranno in giornata. Forse si riuscirà a capire, in ogni caso, l’orientamento.
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