BOLZANO. Il potenziamento linguistico ora sbarca alle superiori. Genitori, docenti e presidi premono, e la scuola italiana si adegua. Dopo l’esperienza positiva alle scuole elementari e il recente proliferare di sezioni bilingui alle scuole medie, dal prossimo anno il cosiddetto metodo Clil dovrebbe sbarcare pure alle scuole superiori. Lo permettono - nelle scuole italiane, non però nelle tedesche - le nuove indicazioni provinciali approvate lunedì dalla giunta provinciale. Manca ancora la delibera di attuazione, ma ci si sta lavorando con la collaborazione dell’assessore Sabina Kasslatter Mur, indispensabile perché l’intendenza tedesca dovrà supportare coi suoi docenti madrelingua. Lo anticipa l’assessore provinciale Christian Tommasini, che si dice ottimista: «Nei prossimi mesi definiremo i particolari, poi si parte. Le lezioni veicolari, basate su moduli per risolvere il problema delle valutazioni, non si terranno esclusivamente in tedesco, ma pure in inglese. Verranno inoltre istituzionalizzati gli scambi fra le scuole di lingua italiana e tedesca». Insomma, si andrà a colmare l’attuale incomprensibile vuoto fra elementari e medie bilingui da una parte e la Lub trilingue dall’altra. Stamane si terrà un importante incontro dell’assessore con i presidi di tutti gli istituti, nel corso del quale si tratterà proprio dei potenziamenti linguistici.

Un po’ di chiarezza. Lunedì il presidente Durnwalder ha annunciato il recepimento della riforma Gelmini per quanto riguarda l’ora di lezione in lingua straniera in quinta. Si tratta della materia che in gergo ministeriale si chiama “disciplina non linguistica” (Dnl). La scuola tedesca ha già approvato le indicazioni provinciali lo scorso giugno: in quinta superiore - negli istituti con indirizzi linguistici si partirà già dalla terza - si terranno almeno 29 ore di lezione l’anno in lingua straniera. Tradotto, come annunciato dal presidente Durnwalder lunedì, nelle scuole di lingua tedesca si insegnerà magari matematica oppure storia o qualche altra materia non in tedesco ma nemmeno in italiano. Bensì in inglese o in francese o altra lingua straniera.

A volte basta una parola. Il mondo della scuola italiano, assessore in testa, non si è voluto adeguare a questo, e perciò la delibera con le nuove indicazioni provinciali sui curricoli delle superiori è stata approvata solo ora e non a giugno. Prima si è dovuto trattare. La Gelmini citava lezioni in lingua straniera, ma in Alto Adige, si sa, le cose vanno diversamente che nel resto d’Italia. La mediazione? La scuola tedesca ha mantenuto tout court la dizione “lingua straniera”, la scuola italiana ha invece premuto per ottenere una dizione affatto differente. Nelle indicazioni approvate lunedì si parla infatti di “insegnamento in una lingua diversa dall’italiano”. Sembra una questione minimale, di lana caprina, ma rappresenta invece la chiave per poter spalancare la porta all’insegnamento veicolare del tedesco alle superiori. “Lingua straniera” sarebbe dovuta essere l’inglese, la francese, la spagnola. E invece, dopo un delicato e lungo lavoro di convincimento, si è riusciti a far passare in giunta provinciale l’espressione “lingua diversa dall’italiana”. Vista la vigente autonomia scolastica, saranno i singoli istituti a scegliere in quale lingua tenere la Dnl. E, con ogni probabilità, tanti opteranno per “L2”, ossia il tedesco.

Mettere in pratica. Non sarà facile, gli ostacoli politici non mancheranno, ma l’assessore rassicura: «Nel pieno rispetto dell’articolo 19 dello Statuto di autonomia il Clil verrà esteso anche alle scuole superiori». Lo scopo dichiarato è portare le lezioni veicolari in lingua tedesca su tutti i cinque anni delle secondarie di secondo grado, introducendo però anche un’ora di disciplina non linguistica in inglese, per lo meno all’ultimo anno.

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