BOLZANO. Nuovo sussidio casa. Arrivano le regole e si annuncia una stretta sui requisiti. Da gennaio entrerà in vigore il nuovo sistema, previsto nella legge provinciale sull’edilizia sociale: non esisteranno più le due attuali prestazioni sociali distinte del sussidio casa Ipes e il contributo all’affitto garantito dai distretti sociali. Viene introdotta una prestazione unica di cui si faranno carico i distretti sociali (per le nuove richieste, mentre gli attuali sussidi casa dell’Ipes andranno a scadenza). Dopo la legge, arrivano i criteri: si tratta delle «modifiche del regolamento sull’assistenza economica sociale e le tariffe nei servizi sociali».
Il testo è stato discusso e approvato ieri dal Consiglio dei Comuni. La prossima settimana l’assessore Richard Theiner lo presenterà ai sindacati.
Il nuovo sussidio. La nuova prestazione si chiama «contributo al canone di locazione e spese accessorie». La novità più significativa, come annunciato nei mesi scorsi, è che i richiedenti verranno considerati in base al Durp, la dichiarazione unificata di reddito e patrimonio. Il regolamento prevede un sussidio decrescente in base alle possibilità economiche dei richiedenti.
Il contributo va dal 100% di copertura della spesa ammessa per i nuclei familiari con un valore della situazione economica fino a 1,22 e decresce per arrivare a una copertura del solo 5% per i nuclei familiari con un valore della situazione economica pari a 2,7.
Il Durp riunisce i dati di reddito depurato, patrimonio e numero dei componenti del nucleo familiare. Per fare un esempio, la situazione economica di 1,22 è di 5.973 euro all’anno per un single e di 14.693 euro all’anno per una famiglie di quattro persone. Questa sarà la categoria con il contributo all’affitto più alto.
Al polo opposto, con un contributo sull’affitto solo del 5%, sarà la categoria con situazione economica certificata nel Durp di 2,7, che si colloca tra 26.738 e 36.132 euro annuali per una famiglia di quattro persone.
In attesa dell’incontro con Theiner, Michele Buonerba (Cisl ) anticipa: «In base a queste tabelle sembra confermata l’impressione iniziale: rispetto ad oggi ci sarà un taglio significativo, conteranno su un sussidio consistente solo i redditi bassissimi». Il presidente del Consiglio dei Comuni Arno Kompatscher conferma: « In un periodo di diminuzione del bilancio provinciale è corretto concentrare le prestazioni sociali sulla popolazione più debole». Il regolamento non specifica il tetto massimo di affitto che verrà coperto. Si parla solo di «limiti ritenuti congrui dalla giunta provinciale».
Il regolamento elenca inoltre tutti i casi di esclusione, tra cui persone che vivono in alloggi di proprietà di parenti di primo grado, locatari che non hanno la residenza anagrafica nell’unità immobiliare, studenti e inquilini Ipes.
Le riscossioni. Il Consiglio dei Comuni spinge anche per la costituzione di una società pubblica provinciale per la riscossione, che possa offrire alle amministrazioni una alternativa a Equitalia. Anche di questo si è parlato ieri durante la seduta presieduta da Kompatscher. Non si è trattato di una votazione, ma di una discussione dei sindaci sull’ipotesi di società su cui sta lavorando la giunta provinciale. Anticipa Kompatscher: «L’indirizzo di Palazzo Widmann, che condividiamo, è di istituire una società per le riscossioni che riunisca Provincia, Comuni e Comprensori. Chiederemo alla Provincia di inserire la società già nel disegno di legge sul rendiconto finanziario 2011. Imposte e sanzioni non sono mai divertenti per i cittadini, ma una società provinciale garantirebbe ai cittadini un filo più diretto, una comunicazione bilingue e offrirebbe posti di lavoro sul territorio».
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