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BOLZANO. La base della Svp è salita sulle barricate. Ha chiesto di espellere gli ex consiglieri che hanno presentato ricorso contro le leggi regionali sui vitalizi. Non sono state voci isolate. La richiesta è arrivata da diversi gruppi locali, dove l’indignazione è ormai a livelli di guardia. E così ieri i vertici della Svp hanno dovuto parlare. «Prendiamo con forza le distanze dal percorso dei ricorsi», scandisce l’Obmann Philipp Achammer. Ma non ci saranno espulsioni. «Abbiamo deciso di no. Nessuno verrà espulso», informa Achammer dopo la riunione dell’ufficio di presidenza di ieri pomeriggio, «In un partito deve essere possibile distinguersi in modo anche netto ed è quanto sta accadendo». Achammer invita a ritirare i ricorsi: «Se gli ex consiglieri vogliono fare qualcosa di positivo per il partito potrebbero rinunciare alla loro azione». In ogni caso, i ricorrenti dovranno assumersi «la esponsabilità» delle conseguenze che avranno i loro atti. Nei giorni scorsi Franz Pahl ha alzato il tiro sul tema dei vitalizi, ma non solo (ha esternato anche sui piccoli ospedali). «Respingiamo le accuse contro i vertici della Svp», così Achammer. La nuova guida della Svp deve fare i conti da un lato con la rabbia della base e dall’altro con la presenza, tra i firmatari dei ricorsi, di big come Luis Durnwalder, Brugger e Saurer. I ricorsi, che dureranno anni, «getteranno discredito su tutta la politica», sottolinea Achammer, «La correzione per via legislativa delle regole sui vitalizi approvata in luglio era l'unica strada corretta. Ci saremmo attesi maggiore comprensione da alcuni ex esponenti del partito». Respinte anche le accuse secondo cui, con la nuova legge sui vitalizi, sarebbero stati attribuiti «privilegi ingiustificati» ai nuovi consiglieri.
Intanto a Trento sono aperte le trattative per la scelta del nuovo presidente del consiglio regionale, dopo la morte di Diego Moltrer. Dalla scelta del successore del compianto presidente dipenderà la conferma o meno della trasparenza sui ricorsi. Lorenzo Baratter scalda i motori e punta a raccogliere il testimone del suo grande amico Diego Moltrer. È suo il nome più accreditato per la successione, ma il capogruppo del Patt dovrà fare i conti con Walter Kaswalder, perché la sfida si gioca tutta dentro gli autonomisti trentini. Sulla carta Kaswalder oggi sarebbe in pole position. «La scelta più naturale per numero di voti ed esperienza», conferma il segretario del Patt Franco Panizza. Ma il governatore Ugo Rossi si è affrettato a dichiarare che non sarà il criterio delle preferenze a orientare la scelta. Baratter ha deciso di giocare fino in fondo la partita. Le sue parole, nell’orazione funebre di Moltrer sono sembrate una risposta all’offensiva lanciata dagli ex consiglieri contro la riforma dei vitalizi: «Proseguiremo la tua battaglia con ancora più forza». Tra i rumors anche qualcuno nel Pd che spingerebbe per Donata Borgonovo Re, considerata presenza ingombrante in giunta provinciale. (fr.g.)
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