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BOLZANO. Il 3 maggio la Svp eleggerà il nuovo Obmann. Richard Theine ha accettato di essere la testa sacrificata per lo scandalo dei vitalizi. Il ricambio dei vertici garantirà alla Svp il vento di freschezza reclamato dalla base. Per il partito il primo obiettivo è scongiurare una fuga di massa di iscritti ed elettori (le europee sono alle porte). Lunedì il Parteiausschuss fisserà la data entro cui andranno depositate le candidature. I giochi verranno chiusi intorno a metà aprile. Alcuni nomi di possibili successori di Theiner sono già in circolazione. Tra i favoriti viene dato Philipp Achammer, fino a pochi mesi fa stimato segretario organizzativo del partito. Si parla anche di Dieter Steger, Daniel Alfreider, Waltraud Deeg, Christoph Perathoner. Ma il nome che non incontrerebbe avversari è quello del presidente Arno Kompatscher. Ha già detto «no», ma il pressing continua. L’altra sera Kompatscher è stato indicato come candidato in una riunione di sindaci e responsabili locali dell’Alta Val d’Isarco. Prova a insistere anche l’Obmann della Bassa Atesina Oswald Schiefer, secondo cui «Kompatscher sarebbe la persone più indicata in un momento così critico: gode di una grande fiducia».
Kompatscher torna sull’argomento per ribadire che «no» è «no»: «Non mi candiderò. La mia decisione è definitiva e legata a ragioni di cui sono più che convinto». Le ricorda: «Tenere distinte le due cariche mi consente di esercitare meglio il mio ruolo di presidente di tutti ».
Non c’è la coda degli aspiranti Obmann. «Non sarà facile trovare qualcuno disposto a sobbarcarsi un partito con un buco milionario e una crisi di fiducia della base», è l’analisi ricorrente. Al di là dei nomi, il profilo del successore di Theiner è definito. Dovrà essere un volto nuovo, estraneo alla vicenda dei vitalizi d’oro. Consiglieri o assessori provinciali? Solo i neo eletti. Ma l’Obmann dovrà avere anche polso e solide capacità organizzative per affrontare il risanamento delle finanze. Su questo identikit sono univoche le voci che arrivano dai capi dei Bezirke, che stanno giocando un ruolo importante in questa crisi. Un candidato potrebbe arrivare proprio da loro. Albrecht Plangger, Obmann della Val Venosta, è tra i più duri. Non accetta che Theiner paghi per tutti. «Va bene, diamoci un nuovo inizio, lo accetto», sottolinea Plangger, « Ma il rinnovamento vero non riguarda le caratteristiche dell’Obmann. Serve ben altro. È un mese che discutiamo di queste pensioni d’oro e ancora non ho capito bene cosa sia accaduto, perché non abbiamo ricevuto una spiegazione dettagliata. Il nuovo Obmann non deve avere nulla a che fare con questa storia. Mi aspetto da lui che faccia chiarezza. Non accetto che si risolva tutto nel cambio dell’Obmann». Albert Wurzer, Obmann della Val Pusteria, riassume: «Le persone mi chiedono una cosa sola: arrivi qualcuno che non abbia votato la legge sui vitalizi». Severo anche Oswald Schiefer (Bassa Atesina): «Siamo ancora arrabbiati. Noi del territorio siamo stati poco considerati e dobbiamo fare da parafulmine per colpe di altri. Il prossimo Obmann? Integro, sostenuto dalla base, prudente e saggio». Christoph Perathoner (Bolzano e circondario) ne fa una questione di metodo: «Dopo quanto è accaduto la parola deve andare alla base. La struttura capillare è la nostra forza e da lì arriverà l’uscita dalla crisi. Sarebbe una follia se il prossimo Obmann scaturisse da trattative di vertice. Mi aspetto novità, nomi a sorpresa. Io candidato? No, sto allargando l’attività legale a Monaco, Innsbruck e Padova».
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