BOLZANO. Quote rosa, il rebus della Svp. È sempre più aggrovigliata la composizione della lista per le provinciali. In base alla nuova legge elettorale, le liste dovranno contenere un terzo di candidate. Nella Svp ciò ha aperto una falla nel gioco di equilibri interni. Tra gli aspiranti candidati uomini inizia a serpeggiare il panico di restare esclusi. Su 35 candidati, 12 dovranno essere donne e per arrivare a quella cifra si dovrà intaccare quasi interamente il pacchetto di 7 candidature a disposizione dell’Obmann. È la doccia gelata del dopo-primarie. Angelika Margesin, leader delle donne Svp, interviene e accusa: «Sta montando una polemica assolutamente esagerata. Nel 2008, anche senza l’obbligo di legge, la lista Svp arrivò ad avere ugualmente 11 candidate. Il problema è che questa volta ci sono molti aspiranti candidati e quindi inizia a circolare la paura di restare esclusi». Accusa poi Angelika Margesin: «Queste regole sulle quote rosa, organizzate in questo modo, sono state votate dal partito. Ora vanno solo applicate».

Su 35 candidati, 23 vengono espressi dai Bezirke. Ci sono poi una serie di candidature blindate: il primo posto toccherà ad Arno Kompatscher, vincitore delle primarie. Al secondo e terzo posto andranno l’Obmann Richard Theiner e il candidato ladino Mussner (questo l’ordine di lista che verrà proposto al Parteiausschuss). Due posti di diritto sono previsti per i giovani, ma su questo c’è un margine di manovra, perché Philipp Achammer è stato scelto anche dal Bezirk di Bressanone e Zeno Christanell potrebbe essere scelto dal Burgraviato. Si arriva così a 26-28 candidature fisse. Le ultime 7-9 sono le preziose candidature libere che l’Obmann Theiner potrà proporre al Parteiausschuss. Sono un tesoretto a disposizione del partito per salvare candidati importanti rimasti esclusi nelle selezioni interne dei Bezirke, magari esponenti delle correnti o battitori liberi. Uno di questi posti è già stato garantito a Elmar Pichler Rolle, lo sfidante perdente delle primarie. E qui arriva lo shock in casa Svp. Per come si sono messe le cose finora, tutte le altre candidature dell’Obmann dovranno essere di donne, per raggiungere la soglia obbligatoria di 12. «Sì, questo è lo scenario attuale», conferma il segretario organizzativo Philipp Achammer, «ma c’è un piccolo margine di manovra legato alle due candidature garantite ai giovani. Comunque è vero, i numeri sono stretti».

Questa la situazione. Nei quattro Bezirke in cui sono state organizzate le primarie per i candidati, sono uscite solo 4 donne, Walburga Kössler Thaler, Magdalena Amhof, Martha Stocker e Maria Hochgruber Kuenzer. Si puntava molto sul Burgraviato, che lunedì ha steso una prima lista di proposte ed è arrivata la sorpresa: in lizza c’è solo Veronika Stirner Brantsch, mentre hanno rifiutato Julia Unterberger, la stessa Margesin e Martina Ladurner. Se Stirner Brantsch verrà scelta definitivamente, le candidate donne saliranno a cinque. Si dà per certa infine la Obfrau della Venosta Roselinde Gunsch Koch e qui, a 6, il pallottoliere si ferma. Le altre sei donne per garantire le quote rosa dovranno quindi essere scelte da Theiner, che, piazzato anche Pichler Rolle, esaurirà il proprio pacchetto. Sono questi i conti che stanno impegnando in queste ore gli uomini della Svp. Arnold Schuler, che non dà per scontata la propria candidatura nel Burgraviato, puntava su quel pacchetto e lo ha dichiarato. Non è però l’unico «eccellente» che teme di restare fuori dalla corsa. Margesin chiude la polemica: «Si poteva decidere di calcolare le quote rosa in altro modo, magari Bezirk per Bezirk. Si è deciso altrimenti e ora è inutile meravigliarsi».

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