BOLZANO. I sindacati tornano in piazza contro i vitalizi d’oro. Dopo la manifestazione di martedì scorso organizzata dai giovani dell’Asgb, venerdì mattina saranno tutte le sigle sindacali a darsi appuntamento davanti al consiglio provinciale per chiedere la cancellazione dell’operazione che ha portato alle maxi liquidazioni dei consiglieri regionali. Cgil, Cisl, Uil e Asgb si troveranno in piazza Magnago.

Intanto la Svp prende una decisione clamorosa: la sede centrale ha suggerito di sospendere la campagna di tesseramento per il 2014. Il medesimo passo è stato deciso dai Verdi. Identica la motivazione: la base è troppo arrabbiata per bussare alla porta chiedendo la quota associativa. Nella Svp c’è l’aggravante che per coprire parte del debito, prima che scoppiasse lo scandalo, la tessera era stata aumentata da 10 a 15 euro. «Una cosa da vergognarsi», si sfogano nella Svp contro i tanti che sapevano e non hanno parlato. La decisione sul tesseramento è lasciata a ogni gruppo locale e molti annunciano lo stop.

Per i sindacati l’idea di partenza era una manifestazione per la Memc, ma verrà allargata alla protesta contro i privilegi. E non poteva che essere così, spiega Toni Serafini, segretario della Uil: «Nelle assemblee con i lavoratori di aziende in difficoltà, a partire dalla Memc, i lavoratori ci assalgono, chiedendoci come possono stare insieme una crisi economica così grave e privilegi così spudorati». Appuntamento dunque venerdì. Due giorni prima, mercoledì, piazza Magnago è stata prenotata per la protesta del neonato Forum contro lo scandalo delle pensioni e i privilegi dei politici. La protesta impazza, ma i beneficiari delle liquidazioni restano fermi e non restituiscono gli acconti ricevuti. Nel conto del consiglio regionale sono arrivati solo i bonifici di Sabina Kasslatter Mur e Martha Stocker. Gli altri aspettano che passi la bufera? La petizione del nostro giornale è arrivata a 3348 firme.

Lo scandalo delle pensioni d’oro si arricchisce ogni giorno di dettagli. Ultimo della lista, la clamorosa decisione di attribuire ai consiglieri una aspettativa di vita di due anni superiore alla media. Una mossa che ha comportato indennizzi più alti di svariate migliaia di euro nel calcolo sulle liquidazioni-compensazioni da attribuire ai consiglieri, per ridurre i loro vitalizi presenti o futuri a 2800 euro. Le cifre spettanti a ogni politico, ha raccontato ieri all’Alto Adige Gottfried Tappeiner (presidente del Pensplan), sono state calcolate considerando il vitalizio cui avevano diritto, moltiplicato per gli anni della aspettativa di vita. Due anni in più aiutano. I sindacati reagiscono indignati, quasi sorpresi.

«Avere aumentato le cifre attribuendosi una aspettativa di vita più alta della media dimostra quanto questa classe politica sia completamente sganciata dalla realtà e non mostri alcun rispetto per le persone che permettono loro di vivere», accusa Michele Buonerba, segretario aggiunto della Cisl, «già questa manovra di liquidazione non sta in piedi. La faccenda della aspettativa di vita è una beffa per i cittadini». Gli fa eco Toni Serafini, segretario della Uil: «I consiglieri responsabili di questa operazione sono coperti di fischi, ma non credo che capiscano fino in fondo la portata del loro gesto.

Per fortuna i presidenti provinciali Kompatscher e Rossi, insieme al presidente del consiglio regionale Moltrer, hanno preso in mano la situazione». I sindacati incontreranno Diego Moltrer, cui presenteranno la loro proposta: «Va abolito l’articolo 10 della legge 6 del 2013, che ha dato il via all’operazione sui vitalizi. A quel punto torneranno i vecchi importi, molto alti, ma ci sarà la possibilità di ragionare su una manovra per ridurre le pensioni dei politici senza coprirli di milioni».

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