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BOLZANO. Lo scandalo dei vitalizi costa il posto da Obmann a Richard Theiner. La Svp ieri ha accelerato i tempi della propria rivoluzione interna. Ha vinto chi chiedeva una decisione netta al più presto. Salta così l’annunciato voto di fiducia su Theiner al Parteiausschuss del 24 marzo. Ieri pomeriggio si è riunita la direzione e Theiner uscendo ha comunicato che la Svp convocherà il congresso per il 3 maggio e lì verranno eletti il nuovo Obmann e i vice. Taglio netto. Il riassunto è: «Il partito ha bisogno di un nuovo inizio». Le altre decisioni: ribadito l’invito ai beneficiari delle liquidazioni di restituirle entro il 10 aprile e ultimatum di 48 ore a Hanspeter Munter per chiarire la sua posizione sull’indennità di disoccupazione. Le candidature da Obmann emergeranno nei prossimi giorni. Sembra tramontata l’ipotesi di Kompatscher come successore di Theiner. Lo statuto lo permette, ma il presidente non sarebbe intenzionato. Tra i papabili ci sono l’assessore Philipp Achammer, ex segretario organizzativo, e il deputato Daniel Alfreider, oggi vice Obmann. Theiner e Martha Stocker annunciano: «Non ci candideremo». Non viene detto ufficialmente, ma per qualcuno le decisioni prese ieri sono il tentativo per evitare l’effetto domino sulla giunta, che cioè Theiner, Martha Stocker e Florian Mussner debbano lasciare l’incarico di assessori in quanto in carica nel 2012, quando venne approvata la legge sui vitalizi d’oro. Theiner tuttavia precisa: «Questa è una decisione che spetta al presidente Kompatscher». E Kompatscher prende così posizione: «Il partito ha deciso di ripartire con una nuova squadra, non solo per gli eventi che riguardano il problema delle pensioni, ma per tutto il lavoro del partito. È stata una scelta molto buona». E la giunta? Così Kompatscher: «Farò le mie scelte quando avrò tutto il quadro. Ho chiesto massima trasparenza: voglio avere il quadro di quanto deciso, chi ha fatto che cosa. Se necessario, farò le mie scelte, ma non mi lascerò condizionare dalle richieste di qualcuno o qualcun altro».
Theiner se ne va, ma ai nemici interni manda come saluto un sorriso esibito: «Lo vedete, non sono distrutto. Forse qualcuno ci contava... Resterà deluso». E ribadisce quanto detto nei giorni scorsi. Getta la spugna, ma rifiuta il ruolo di capro espiatorio: «Mi assumo la mia responsabilità individuale, non quella di tutti. Per troppo tempo sono stato quello dietro cui era facile nascondersi».
Vista la crisi in corso, la durata della Parteileitung di ieri è stata tutto sommato breve. Meno di tre ore. Il leader dell’ala economica Gerhard Brandstätter se ne va un po’ prima e vuole precisare che «il nostro gruppo non ha chiesto la testa di nessuno». Al tavolo per l’annuncio del congresso c’è Theiner, la vice Martha Stocker e alcuni dei capi dei Bezirke, Plangger (Val Venosta), Zeller (Burgraviato), Schiefer (Bassa Atesina), Perathoner (Bolzano), e Wurzer (Pusteria). Prima della Parteileitung c’era stata una riunione di un’ora dei capi dei Bezirke con Theiner e Kompatscher.
Nel fine settimana e ieri è stata messa a punto la linea. Cancellata la verifica sulla fiducia all’Obmann e ai suoi vice (anche la Stocker si era messa a disposizione) al Parteiausschuss il 24 marzo. Non è l’organismo competente per queste questioni, è stato precisato, e troppo forte è la spinta della base per un segnale chiaro sullo scandalo. Nella conta interna è probabile che Theiner avrebbe potuto contare ancora sulla maggioranza, ma per farne cosa? «Guidare il partito è stato un onore per me», precisa, «ma se certi gruppi come l’economia non ti sostengono più, allora basta». Il suo incarico scadeva l’anno prossimo. Il congresso del 3 maggio anticipa il rinnovo dei vertici. «Così si procederà anche alla necessaria riorganizzazione del partito», sottolinea. Tradotto, ciò significa anche che Theiner si libererà della fideiussione di 600 mila euro sottoscritta a parziale copertura del debito della Svp. La somma, è annunciato, verrà suddivisa «equamente» tra tutti gli eletti in Provincia, Parlamento e Bruxelles.
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