BOLZANO. Troppe tensioni tra i lavoratori, troppo pesante la prospettiva di sacrifici decisi scavalcando contratti e trattative sindacali. Viene riscritto nella legge finanziaria provinciale il contestato articolo 9 che prevedeva 21,5 milioni di tagli sul personale provinciale. Ieri pomeriggio è stato raggiunto un accordo tra Svp e Pd.

L’intesa prevede una nuova stesura dell’articolo 9, composto da una serie di norme dettagliate sui tagli, dalla riduzione della indennità chilometrica, al rimborso delle spese di vitto e missione, fino agli ormai famosi 16 milioni, i più dirompenti dal punto di vista sindacale, in cui il testo originario prevedeva che la giunta provinciale deve garantire, «sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, «una ulteriore riduzione delle spese del personale e dei servizi. Le relative misure possono comportare anche deroghe alle disposizioni dei contratti collettivi, salvo il rispetto del maturato economico». La mobilitazione dei sindacati si è fatta sentire nel palazzo. Lunedì il gruppo Svp ha preso posizione contro quell’articolo della finanziaria, ribadendo la necessità della concertazione. Ieri mattina è tornato alla carica anche il Pd. Nel pomeriggio l’assessore Christian Tommasini annuncia che c’è l’accordo con la Svp. Sulla nuova versione divergono però le interpretazioni. Secondo l’assessore al Bilancio Roberto Bizzo , verrà rivisto solo il comma relativo ai 16 milioni, «prevedendo la concertazione». Secondo Tommasini e il capogruppo Svp Elmar Pichler Rolle l’obiettivo è «cancellare del tutto l’articolo 9. La nuova versione dovrebbe fissare gli obiettivi di risparmio attorno ai 20 milioni, senza prevedere i singoli provvedimenti e convocando un tavolo con i sindacati». Trovato l’accordo politico, ieri pomeriggio si sono messi al lavoro i tecnici , il direttore della ripartizione Personale Engelbert Schaller e il direttore della ripartizione Finanze Eros Magnago. Sul tema erano intervenuti ieri criticamente dalla Svp gli Arbeitnehmer, i consiglieri Georg Pardeller e Veronika Stirner Brantsch. Cornelia Brugger (Cgil) attende che la partita sia ufficialmente chiusa: «Allo stato attuale ribadiamo la nostra posizione di sospendere le trattative a tutti i livelli e mantenere lo stato di agitazione fino a quando il segnale politico non si concretizzerà».

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