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BOLZANO. Sanità, fissate le tappe per la riorganizzazione. L’assessore Martha Stocker ieri pomeriggio è uscita dalla clausura a Pianizza di sopra con i vertici di Asl, comprensori e assessorato presentando la scaletta fissata per la rivisitazione della sanità altoatesina. Ci saranno tagli e riorganizzazioni. Un punto fermo sono i sette ospedali. Quelli resteranno, è stato scritto nel programma di coalizione. «Ma non tutti faranno tutto», è il filo conduttore. Si sente dire da anni ormai, qual è la novità? Non viene detto, ma si fa capire che è arrivato il momento di passare alla fase attuativa. Martha Stocker non annuncia provvedimenti, ma sottolinea: «In questa clausura ci siamo chiariti molto le idee». E precisa che i cittadini verranno informati e «credo sia importante dare loro sicurezza su ciò che ci potrà essere e ciò che non ci sarà». In sintesi, la clausura ha fissato un percorso che vedrà «accorpamenti, nuovo elenco delle prestazioni, riordino amministrativo, acquisto di beni e servizi».
Le scelte. Arriveranno scelte impopolari, Martha Stocker è preparata a gestire le scontate proteste? «Me le aspetto, so che ci saranno assemblee tese, ma non ho scelta». L’assessora da sabato fino alle 17 di ieri si è confrontata con il direttore di dipartimento Thomas Mathà, il direttore dell’Asl Andreas Fabi, i quattro direttori aziendali, i quattro direttori di comprensorio, una decina di dirigenti dell’assessorato.
Qual è l’obiettivo di risparmio fissato? Su un budget da 1,150 miliardi, risponde Fabi, «20 milioni». Il «buco» attuale della sanità altoatesina è di 8 milioni. «Vogliamo portare la sanità in pareggio, avendo a disposizione meno finanziamenti», precisa Fabi.
L’agenda. Questi i passi fissati. Sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro. Il tavolo sulla riorganizzazione e la riforma amministrativa verrà guidato da Mathà, con il focus su riorganizzazione della ripartizione provinciale, dell’amministrazione e della Asl. Silvia Capodaglio coordinerà il gruppo sulle prestazioni. A Siegfried Gatscher è stato affidato il gruppo di approfondimento sul personale, che copre il 50% dei costi della sanità. A Robert Peer è andato il gruppo sul territorio (dal medico di base all’assistenza domiciliare agli anziani). In luglio è prevista una nuova clausura nella formazione di ieri, poi l’appuntamento sarà per l’11 settembre, quando i gruppi di lavoro avranno terminato questa fase. E così si entrerà nel vivo. Entro settembre, sottolinea il direttore del comprensorio di Bolzano Umberto Tait, si punta a definire un disegno di legge che fisserà le competenze su assessorato, Asl e comprensorio. Lì potranno entrare eventuali soppressioni di primariati e interventi sui comprensori.
Il piano sanitario. Un percorso parallelo sarà quello, strategico, della revisione del piano sanitario, che si punta a concludere a metà del 2015. Entro fine anno sarà pronta una bozza. La riorganizzazione, ribadisce Martha Stocker , «è garantire anche per il futuro una sanità di qualità, sicura e adeguata ai tempi. Da qui la domanda che mi sono posta spesso in queste ore di clausura: abbiamo veramente bisogno di questo? E perché sia una vera riorganizzazione, dovrà essere permanente, nel senso che dovremo regolarmente confrontarci con questa domanda. E riguarda tutto, anche la struttura del nostro assessorato, intendiamoci». La mobilità sanitaria transfrontaliera, che si sta concretizzando, viene vista come un rischio o una opportunità? Così risponde Martha Stocker: «Certamente è una chance. Dovremo lavorare di più sulle eccellenze, altrimenti i nostri pazienti andranno altrove». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


