MERANO. In altri tempi, con ogni probabilità, la vicenda sarebbe passata inosservata. Ma il clima di tagli che investe con poche eccezioni tutti i settori scopre i nervi. E ogni presunta iniquità, anche se riguarda cifre non eclatanti, diventa una bomba a orologeria. È così che un gruppo di dipendenti del comprensorio sanitario meranese decide di prendere carta e penna e di esprimere, con una lettera rivolta ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale (e alla nostra redazione), l’indignazione per l’acquisto da parte della direzione di «tre poltrone per gli uffici dal costo di più o meno 2 mila euro l’una», secondo il testo della missiva.

Acquisti di sedie per ufficio ergonomiche di quelle cifre in effetti avvengono, spiegano dal comprensorio. Ma nessuna “poltrona di lusso”, assicurano. Rimane il fatto che fra le corsie cresce il malcontento nei confronti di una spending review «che colpisce soprattutto le fasce più deboli dell’organico e genera falsi risparmi», commenta la Cgil.

La lettera dei dipendenti. «Ormai non passa giorno che non si senta parlare del bisogno di risparmiare e di tagli all’interno della sanità. La dirigenza ci fa sapere con parole e fatti che tutti devono risparmiare, in tutti i settori. Ci sono tagli anche su cose che a nostro parere sono irrilevanti, ma va bene risparmiamo, ognuno metta il suo». Questa la premessa della nota firmata da “diversi dipendenti del comprensorio sanitario di Merano”. Che poi vanno al sodo: «Quel che non ci quadra è che nella nostra azienda dove la direzione attua giustamente tagli in tanti settori proprio la dirigenza stessa contemporaneamente si conceda l’acquisto di tre poltrone per gli uffici di più o meno 2 mila euro l’una». Il testo prosegue con alcune battute pungenti, domandando alla fine: «Con quale coraggio vogliono continuare a chiederci altri sacrifici e fare altri tagli?».

Sedie ergonomiche. Gli elementi sono insufficienti per identificare con precisione a quali poltrone si riferisca la lettera. Dal comprensorio fanno tuttavia sapere che dall’ufficio acquisti possono partire ordinativi per sedie ergonomiche che, listini alla mano, valgono quei prezzi. Sono acquisti effettuati solo sulla base di prescrizioni mediche. Insomma, un obbligo. La regola non fa distinzioni, vale per tutto il personale ai vari livelli.

Malcontento. Il caso, a ogni modo, è emblematico del diffuso malcontento che serpeggia fra i dipendenti della sanità meranese. La conferma arriva da Delia Aguiari, responsabile locale della Cgil per la funzione pubblica: «Le decisioni unilaterali al quale il personale sta assistendo suscitano parecchia inquietudine. E alcune operazioni sono evidenti falsi risparmi». Un caso esemplare, racconta la sindacalista, è quello della ripartizione tecnica (idraulici, elettricisti, falegnami etc.) sottoposta a riordino: i coordinatori da sette sono scesi a tre, mentre a quattro dipendenti l’incarico con relativa indennità assegnata nel 2011 per un quinquennio è stato revocato unilateralmente. Senza rispettare gli accordi e mettendo in difficoltà i lavoratori. Nel frattempo viene cercato un direttore dell’ufficio la cui indennità supererebbe la somma di quelle “risparmiate”. «Non siamo contrari per principio alla riorganizzazione e alla razionalizzazione, ma sia fatta non di autorità ma attraverso il dialogo con i sindacati. E che i provvedimenti non insistano unicamente sui livelli minori». C’è aria di battaglia.

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