BOLZANO. «A causa del budget provinciale stagnante o declinante i servizi sociali nell’Alto Adige soffrono pressioni. In molti settori del sociale sono in corso permanenti misure di risparmio, tra l’altro poco visibili». Lo sostengono, con estrema preoccupazione, il presidio e la direzione della onlus Lebenshilfe.
Nei giorni passati, proseguono i vertici dell’associazione, «si è letto nei media che il servizio dei trasporti e dell’accompagnamento per persone con disabilità nei prossimi quattro anni costerà 400.000 euro di più, siccome il vincitore della gara d’appalto è una ditta a scopo di lucro obbigata, a differenza della Lebenshilfe e dell’Associazione per handicappati, ad aggiungere l’imposta sul valore aggiunto (Iva)». Nessuno, fino a oggi, «ha potuto documentare in modo credibile che queste tasse versate in Puglia potessero rifluire nella nostra provincia».
Questo significherà costi aggiuntivi di 100.000 euro all’anno per la nostra amministrazione provinciale. La Lebenshilfe, invece, intende dimostrare quali potrebbero essere le prestazioni svolgibili a favore di persone con disabilità se fossero disponibili ulteriori 100.000 euro all’anno, ossia proprio quanto si getterà al vento in Iva per ciascuno dei prossimi quattro anni. Ecco qualche esempio: con 100 mila euro si potrebbero pagare 2.000 ore di terapie nei settori fisioterapia, logopedia, equitazione terapeutica, musicoterapia. Oppure, si potrebbero finanziare trenta fine settimana ricreativi, sempre per cinque persone con disabilità multipla, che offrirebbero svaghi ai partecipanti e nello stesso momento alleggerirebbero la vita quotidiana delle famiglie impegnate nella cura. O ancora: con 100 mila euro si potrebbero pagare 4.000 ore di assistenza domiciliare attraverso il servizio Lebenshilfe Mobile. Oppure sei vacanze ciascuna di due settimane per quindici persone con disabilità («Numerose persone con disabilità devono ogni anno rinunciare alle loro vacanze estive perché la Lebenshilfe non è in grado di accoglierle tutte»). O ancora: due posti abitativi tutto l’anno per persone con disabilità grave («Diventa sempre più difficile per persone con disabilità ottenere posti abitativi. Quelli messi a disposizione dalle comunità comprensoriali sono quasi tutti al completo»).
Le normative Ue riguardanti l’assegnazione di servizi prevedono però una serie di eccezioni per i servizi sociali. «È ormai tempo che l’Alto Adige come provincia autonoma recepisca queste normative senza fidarsi ciecamente della guida di un’amministrazione paralizzata dalla paura di enti di controllo statali».(da.pa)
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