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BOLZANO. La più colpita dalla scure delle varie manovre statali sui bilanci municipali per l’anno 2012 è Bolzano: i tagli complessivi al capoluogo ammontano a 9,38 milioni di euro. Lo ha comunicato ieri pomeriggio il Consorzio dei Comuni, il cui presidente, Arno Kompatscher, precisa: «In termini relativi, comunque, in questo caso i più colpiti sono i Comuni più piccoli».
LA TRATTATIVA. La spending review è solo l’ultima delle varie e non preventivate manovre statali che andranno a pesare sui bilanci comunali 2012. Il presidente Kompatscher ammonisce: «Anche se non escludiamo la possibilità di riuscire a ridurre leggermente i tagli - al riguardo sono ancora aperte trattative del presidente della giunta provinciale con il governo - è fondamentale che ogni Comune si attenga per il momento agli importi da noi indicati». I tagli complessivi per tutti i Comuni altoatesini ammontano a 66.009.301,55 euro. Tali importi, «saranno oggetto di un accordo aggiuntivo sulla finanza locale, da sottoscriversi quanto prima». Si è tentato, di limare al ribasso. Ma il presidente Durnwalder ha concesso poco. «Ci riproveremo», chiosa Kompatscher. «Magari lo convinciamo».
LA SCURE SUI COMUNI. Dei 66 milioni totali di tagli imposti alla finanza locale, 17.635.602 euro sono dovuti al blocco del fondo di rotazione imposto dal decreto Salva-Italia, il quale non incide direttamente sui bilanci comunali. Semplicemente, ci saranno a disposizione meno finanziamenti per i lavori pubblici. Restano 48.373.699,55 euro di tagli effettivi, da ripartire fra i vari Comuni. Dopo l’incontro con Durnwalder tenutosi mercoledì, ieri si sono effettuati i calcoli. «Calcoli matematici, nessuna discrezionalità». E l’aritmetica dice che a Bolzano la Provincia verserà 9.382.226,12 euro in meno rispetto a quanto preventivato ante manovre. Al secondo posto della poco invidiabile classifica sta Merano, con 3.687.502,18 euro; a seguire Bressanone con 1,69 milioni di euro, Appiano con 1,612, Laives con 1,479, Brunico con 1,375, Lana con 1,321, Renon con 862 mila euro, Caldaro con 779 mila e via calando.
DICIOTTO VOCI. Tante sono le colonne della tabella spedita dal Consorzio ai Comuni. Un calcolo altamente complesso, di cui diamo una breve sintesi qui di seguito, escludendo il blocco del 5% del fondo di rotazione. Come detto, è l’unico che non incide direttamente sui bilanci dei Comuni.
IMU E ICI. Per le maggiori entrate da Imu rispetto all’Ici, la Provincia e quindi i Comuni dovranno riequilibrare verso lo Stato con 17.514.864,27 euro. La somma è stata ora ripartita per ciascun Comune sulla base delle percentuali di incidenza della maggiore entrata dello stesso sul totale provinciale delle maggiori entrate. Per Bolzano, 3,12 milioni se ne andranno in fumo.
IRPEF. L’Imu ha assorbito l’Irpef sul reddito fondiario per gli immobili non locati, quindi lo Stato (e quindi per 9/10 la Provincia) ha incassato un’imposta minore. Ci sono da ripianare 13.072.011 euro. A ciascun Comune sono stati imputati i 9/10 del relativo importo del gettito Irpef comunicato dal ministero dell’Interno.
ALTRI 60 MILIONI. C’è da considerare anche un ulteriore taglio governativo alle autonomie, di 60 milioni. A carico dei Comuni altoatesini la quota parte è di 17.274.253,49 euro. Tale importo è stato suddiviso per ciascun Comune sulla base della chiave con la quale sono stati ripartiti i contributi provinciali ai Comuni per la copertura della spesa corrente dell’anno 2012. In soldoni, ciò significa che la percentuale del taglio è uguale per ciascun Comune, ossia circa il 6,4 percento. Un ulteriore concorso al risanameno del bilancio statale è previsto dal nuovo decreto sulla spending review. La Provincia - Kompatscher promette che ritenterà di convincere Durnwalder a limare ancora (l’ipotesi iniziale prevedeva un importo doppio) - intende caricare ai 116 Comuni 1.819.771,89 euro. Tale quota è stata suddivisa per ciascun Comune sulla base della chiave con la quale sono stati ripartiti i contributi provinciali ai Comuni per la copertura della spesa corrente del 2012. La percentuale del taglio è uguale per tutti, circa lo 0,67%. Il Consorzio consiglia di compensare questa minore entrata operando un risparmio sulla spesa corrente.
LA QUARTA RATA. L’importo indicato in rosso nella colonna “tagli complessivi”, spiega il Consorzio ai tecnici e ai politici dei 116 Comuni altoatesini, rappresenta un taglio nelle disponibilità finanziarie del municipio, «che verrà trattenuto presumibilmente dalla Provincia in sede di erogazione della quarta rata del finanziamento ai Comuni per l’anno 2012».
RIFLESSI CONTABILI. I tagli sui bilanci comunali, al netto delle attribuzioni dovute al rimborso Ici per l’abitazione principale, in totale 10.124.043,88 euro - dovranno essere finanziati, si raccomanda il Consorzio, «nel contesto della determinazione delle aliquote e detrazioni Imu e/o con risparmi di spesa». Con la variazione di bilancio, con la quale viene contabilizzata l’Imu nel bilancio di previsione, «devono essere ridotti adeguatamente i contributi provinciali al Comune, accertati per la copertura della spesa corrente per l’anno 2012».
LO SCENARIO. In relazione alla determinazione delle aliquote e delle detrazioni Imu e in relazione alla predisposizione del bilancio preventivo per il 2013, conclude la circolare ai Comuni, il Consorzio segnala che «le summenzionate fonti normative prevedono, quale contributo per il risanamento delle casse statali per gli anni 2013 e 2014, un aumento degli importi a carico dei Comuni». Il Consorzio ricorda che il termine per l’approvazione delle aliquote e delle detrazioni Imu e dei rispettivi regolamenti è il 30 settembre prossimo. La legge provinciale che permetterebbe di adottare provvedimenti tributari e tariffari anche dopo l’adozione del bilancio di previsione, limitatamente a materie sulle quali sono intervenute modificazioni legislative, è infatti stata impugnata dalla Corte costituzionale e potrebbe, in caso di sentenza di tenore negativo, essere abrogata. Il Consorzio consiglia pertanto di adottare le varie delibere entro settembre. Poche settimane, dunque, per decidere che spese eliminare e/o quanto pesare sui cittadini.
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