MERANO. La Provincia taglia tutti i quaranta posti letto per lungodegenti che la fondazione Pitsch ospita nel soggiorno per anziani di via Palade. Salvi, almeno per ora, gli altri 72 posti sistemati nel centro Sant'Antonio di via Cavour. L'operazione, che rientra nel piano di riesame degli accreditamenti delle case di riposo a livello provinciale, è illustrata in una lettera che la ripartizione 24 della Provincia, l'ufficio anziani per intenderci, nei giorni scorsi ha recapitato al presidente e al direttore della fondazione. Manca solo la delibera della giunta provinciale.

Un colpo basso che ha lasciato stupiti prima di tutto Hermann Raffeiner e Alex Huber, anche perché non si capisce come, in un periodo come questo, in cui il numero degli anziani non più autosufficienti è in continua crescita, si possa ridurre il numero di posti anziché aumentarlo.

La reazione della fondazione Pitsch è stata immediata: l'ente ha subito ritirato la propria adesione all'Associazione provinciale delle residenze per anziani in polemica con la nuova regolamentazione degli accreditamenti approvata con il consenso dell'organo di rappresentanza. «Non ci sentiamo più rappresentati da questa associazione - ha spiegato il presidente Hermann Raffeiner, per anni assessore comunale al sociale e grande sostenitore del modello di welfare meranese - anzi queste nuove regole che loro hanno avallato ci penalizzano profondamente».

Nei mesi scorsi la fondazione Pitsch, al pari di tutte le altre strutture che si occupano di anziani, aveva presentato la propria domanda di rinnovo dell'accreditamento. La domanda riguardava la gestione di 72 posti letto intensivi al centro Sant'Antonio, dieci posti per dementi e 40 posti letto al soggiorno per anziani di via Palade, posti che già da anni sono occupati nell'ala sud completamente ristrutturata alcuni anni fa. La ripartizione 24 ha riconosciuto le prime due voci, ma ha completamente tagliato i 40 posti letto per lungodegenti. In via Palade oggi sono presenti 106 letti: 8 sono riservati ai cosiddetti temporanei (anziani che restano al massimo un paio di settimane in transito), 44 a persone in parte autosufficienti e 52 a lungodegenti. «Gli unici che non devono preoccuparsi di questa situazione che si è venuta a creare - hanno spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa il presidente Hermann Raffeiner e il direttore Alex Huber - sono gli ospiti e i loro parenti. La fondazione, nello spirito del suo fondatore Urban Pitsch, non abbandonerà nessuno. Siamo di fronte ai danni prodotti dalle regole che hanno introdotto il contributo unico provinciale. Una legge rivoluzionaria e positiva per l'assistenza agli anziani, alla quale però è seguita un’attuazione sbagliata. A guadagnare saranno le strutture piccole, a perderci saranno quelle grandi come la nostra. A penalizzarci in particolare è il fatto di essere aperti a ogni tipo di ospitalità, indipendentemente dal livello di autosufficienza dell’ospite».

Il mancato riconoscimento dei 40 posti letto intensivi in via Palade costringerà la Pitsch a tagliare una parte del personale (stiamo parlando di 5/6 persone tra infermieri e operatori socio assistenziali su 200 collaboratori) e ad aumentare le rette a carico di tutti gli ospiti in via Palade. Si ipotizza un incremento di un euro a ospite per giorno e questo dopo l'aumento del 2015.

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