PHOTO
BOLZANO. Mario Tagnin ci ha pensato, ne ha discusso con la Svp e con i suoi alleati e ieri pomeriggio ha deciso: «Non siamo disponibili ad alcuna grande coalizione con il Pd per garantire la maggioranza al sindaco Renzo Caramaschi». Con questa proposta Tagnin è arrivato ieri all’incontro con i nove consiglieri eletti (4 di Uniti per Bolzano e 5 della Lega) e altri sostenitori. Non ha faticato a convincerli, poco prima che iniziasse l’incontro tra Caramaschi, Svp e Pd. Il «no» era stato annunciato subito dopo il ballottaggio. Poi era ripreso il pressing della Svp, «su cui seriamente ho voluto ragionare», commenta Tagnin, «È naturale che la prima reazione fosse di dire “arrangiatevi”, ma non è questo il centrodestra che immaginiamo d’ora in poi». Ci sono stati dunque, parole sue, «densi contatti» con la Svp di Bolzano. Probabilmente anche incontri, ma non vengono confermati. Così Tagnin, in vista della seduta di domani che inaugurerà il nuovo consiglio comunale: «Staremo all’opposizione. Tutti e nove. Ho valutato i pro e i contro di un nostro sostegno alla maggioranza e ho aspettato qualche giorno, perché sia Uniti per Bolzano che la Lega maturassero la loro posizione. Voglio che il gruppo resti unito». Per Tagnin il «no» alla Svp è solo l’inizio, non la fine di un possibile rapporto con la Svp: «La grande novità di queste elezioni è che il centrodestra sia diventato una forza con cui è possibile dialogare». A spingere verso il «no» è stato, aggiunge, «l’arroganza del Pd, che dall’inizio ha detto di avere i numeri grazie ai Verdi. Auguri a tutti, a partire da Caramaschi». Conferma Gabriele Giovannetti, portavoce di Uniti: «Siamo alternativi al Pd. Non puoi costruire nulla di nuovo con un sindaco, Caramaschi, che rappresenta l’amministrazione degli ultimi 20 anni. Se la Svp fosse rimasta blockfrei fino in fondo, la partita sarebbe stata diversa».


