BOLZANO. «Se le tabelle anticipate dall’Alto Adige nei giorni scorsi sono veritiere, la nuova tariffa rifiuti per Bolzano sarà un salasso choc, anche perché le simulazioni effettuate dai tecnici milanesi per conto della Seab non tengono conto né dell’incognita Tares né della costosa movimentazione dei nuovi bidoncini condominiali, 150 euro più Iva ogni anno per ciascuno dei contenitori». È l’allarme lanciato dal direttore del Ctcu, Walther Andreaus. Il peggio, però, è che su Bolzano già nel 2012 gravava la tariffa rifiuti più elevata dell’Alto Adige: «Il nuovo sistema peggiorerà una situazione già pessima. In questo momento di crisi, le nuove tariffe non sono sostenibili».

«I recenti dati emessi dall’Osservatorio prezzi della Provincia - prosegue Andreaus - parlano chiaro». Il Comune «negli ultimi anni più o meno ha ben rispettato gli aumenti dell’inflazione, però, nel frattempo, aumentando aumentando, Bolzano assieme a Laives ha raggiunto la tariffa più alta di tutto l’Alto Adige».

Insomma, si parte già da un livello elevato, «troppo elevato». In media una famiglia di quattro persone con due bimbi, a Bolzano nel 2012 ha pagato 215 euro, contro i 179 di Merano, i 190 di Bressanone, i 121 di Brunico, i 75 di Silandro. Se poi si considerano i comuni piccoli, a Chienes se ne sono spesi solo 66, a Gais 67, a Marebbe 64, a Martello 56, a Prato Stelvio 62, a Scena 60. Dal 2011 al 2012 il rincaro nel capoluogo è stato del 6,27%, ben oltre l’adeguamento al tasso di inflazione annua. «Già così sarebbe tutto molto discutibile. Perché a Bolzano, nel 2012, si pagava più che in qualsiasi altro Comune per avere poi il peggior sistema di tutti, essendo rimasto l’unico senza raccolta e conseguente tariffa puntuale?» Già si sarebbe dovuto affrontare un discorso serio con Seab: «Perché pagare tanto per un sistema inefficiente, dai costi troppo elevati? Fermiamo l’aumento tariffario». Invece «adesso stiamo andando nella direzione esattamente opposta». La preoccupazione del Ctcu è al massimo, «perché i consumatori saranno doppiamente tartassati». Innanzitutto «perché dovranno sborsare di più in fiscalità, chiamiamola così. E questo peserà sulla loro capacità di spesa. Poi, a medio termine, anzi a breve, anche i prezzi aumenteranno. Perché rincarando di molto la tariffa per certe utenze produttive, come ristoranti, bar, pizzerie, supermercati, gli aumenti verranno probabilmente ricaricati del tutto sui consumatori». Qualsiasi tariffa, attacca Andreaus, «deve essere socialmente sostenibile. Bisogna ragionare con i portafogli». Dovrebbero essere passati «i tempi nei quali un ente pubblico o chi per esso decreta o impone dall’alto. Dobbiamo cercare di andare avanti tutti assieme, con le difficoltà che già ci sono oggi». Solo a gennaio 2013 l’aumento dei prezzi al consumo a Bolzano è stato del 5,1% rispetto a gennaio 2012, «con retribuzioni e pensioni che non sono salite più dell’1,5%». Bene voler raggiungere degli obiettivi ambientali, «ma sentiamoci, vediamoci, parliamoci. Qui credo che questo non si sia fatto per quanto riguarda i cittadini, ma nemmeno per gli imprenditori, anch’essi doppiamente penalizzati: meno introiti per le loro attività, perché la capacità di spesa diminuisce, e poi avranno anche un forte aumento delle tariffe rifiuti». Costretti ad aumentare i prezzi «non sapendo se la clientela reggerà gli ulteriori rincari». Due situazioni «abbastanza gravi».

Andreaus, oltre che al Comune, lancia un appallo alle categorie economiche: «In questo caso sono state molto mal rappresentate. All’inizio erano con noi, poi siamo rimasti soli. Le associazioni imprenditoriali non hanno portato a casa dei gran risultati: una stangata dietro l’altra, almeno secondo le proiezioni. Il sistema delle associazioni degli imprenditori non ha funzionato: tutti quanti gli imprenditori e i cittadini, alla fine di questa storia, dovranno sopportare un salasso choc. Secondo me, anche gli imprenditori dovrebbero fare appello al municipio: ognuno si faccia sentire per difendere il proprio portafoglio. Perché qui non ci sono più limiti: partiamo già dalla tariffa più alta di tutte!»

©RIPRODUZIONE RISERVATAù