Le reazioni

Tasse per i cani, la rabbia dei proprietari: «Ci fanno pagare l’inciviltà di pochi» 

A spasso con Fido. Protesta per il disegno di legge annunciato dall’assessore Walcher. Critiche sulla spesa: «Per gli anziani 100 euro possono essere troppi. E chi ha più di un cane?» Come per il Dna, qualcuno minaccia di non pagare. «La città è sporca per le immondizie in giro» 

LA NOTIZIA L’Alto Adige prepara una tassa di soggiorno per “turisti” a quattro zampe


Ermanno Amedei


BOLZANO. La tassa di soggiorno prevista per i cani «turisti» è finita perfino sul sito della Cnn. È ancora una proposta, quella dell’assessore provinciale Luis Walcher, che mercoledì confermava «presenterò il disegno di legge in Consiglio». Ma la tassa di soggiorno da 1,50 euro e l’imposta-cani da 100 euro per gli altoatesini è la notizia che fa discutere tutta la provincia. E divide gli alleati di Palazzo Widmann (vedi articolo a lato). I proprietari di cani sono divisi tra ironia, incredulità e rabbia. C’è chi arriva a prospettare lo «sciopero» della tassa su Fido.

C’è chi lo vizia come un figlio e chi lo tratta come un amico, ma tutti ritengono il proprio cane un componente della famiglia e tassarne il possesso significa «imporre una tassa alla famiglia», si sfogano.

«Lasciate stare i cani»

La maggior parte dei proprietari di cani che ieri mattina, nonostante la pioggia, accompagnavano i loro animali al guinzaglio per le aree verdi di Bolzano ritiene che, se la città è sporca, non dipende certo dai cani ma dalle immondizie lasciate in giro. Milo passeggia nei pressi di via Dante e non sa della polemica che divampa alle sue spalle. La sua padrona, Patrizia Golzi, invece, ne è al corrente e sottolinea come un cane non sia un bene di lusso ma, a volte, anche una necessità. «Basti pensare agli anziani – dice – che si sono affidati a un cane per farsi fare compagnia o per metabolizzare un lutto». Proprio gli anziani, inoltre, hanno spesso un cane anziano «e quando un cane è avanti con l’età – dice ancora – ha bisogno di cure costose».

Ma non è solo per questo che la proprietaria di Milo è contraria alla tassa: «Raccolgo sempre le deiezioni e quando le butto negli appositi cassonetti vedo che ci sono dentro tante bustine. Vuol dire che siamo in tanti a farlo, ma nonostante ciò dobbiamo essere tassati al pari di chi non lo fa». Inoltre ricorda l’altra spesa sostenuta in passato, «quella per il Dna. Mi avevano detto che doveva essere fatta per forza, ma poi non è servita a nulla».

Lungo il parco del Talvera, invece, troviamo Nala al guinzaglio di Luisa Battain, che ricorda: «Da brava cittadina ho partecipato alla raccolta dati Dna con relativa spesa. Non è servita a nulla. Pagare altri cento euro per seguire l’esempio dei nostri vicini austriaci non mi sembra giusto, anche perché loro hanno un bidoncino per le deiezioni ogni 20 metri e i dispenser per le bustine della raccolta. Ritengo che sia incivile non raccogliere le deiezioni. Qualcuno, però, potrebbe anche pensare che se paga è autorizzato a lasciarle, così lo scopo di avere una città pulita non sarà raggiunto». Allora, riprende Luisa Battain, «sarebbe meglio sanzionare gli indisciplinati, aumentando i controlli anche su chi getta immondizie generiche nei pochi cestini per le deiezioni».

E i rifiuti abbandonati?

Più morbido è l’approccio di Franco Debiasi che, mentre passeggia con Bianca, riflette: «Se servisse per finanziare strutture nuove e maggiori servizi, allora la tassa potrebbe andare bene. Cento euro l’anno non sono una cifra enorme». Poi, però, pensa a chi ha più di un cane e aggiunge: «Meglio se fosse 100 euro per famiglia e non per numero di cani». Alcuni hanno chiesto di non essere citati, ma hanno espresso comunque il proprio parere sull’argomento. Tutti ricordano la tassa sul Dna e la sua inutilità. Altri, invece, hanno voluto sottolineare che la maggior parte dello sporco in città, in particolare lungo il Talvera, non dipende dai cani ma da chi «lascia immondizie in giro».

Cornelia Gasser ha il doppio guinzaglio, uno per Aki e l’altro per Milo: «Non capisco perché dovrei pagare. Io raccolgo sempre lo sporco, non soltanto le deiezioni, ma anche la plastica che trovo per terra. Non lo faccio perché qualcuno mi obbliga a farlo, ma perché so che è giusto farlo. È un fatto di cultura. Quello che serve è un maggior controllo e multe severe per chi sporca, ma non solo per via dei cani bensì anche per le immondizie lasciate ovunque». Sulla stessa linea è Tania Demanega che ai guinzagli mantiene, oltre ai suoi Buba e Techila, anche un cane di amici: «Questa tassa la trovo ingiusta, non so se la pagherei. Ma se dovessi farlo, poi non voglio vedere più nemmeno le immondizie. Vorrei vedere la città pulita dallo sporco che non è fatto dai cani, che sono l’ultimo dei problemi».

 













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